Roma: Brikmania, ragazzini danneggiano il Titanic ma i genitori non vogliono pagare

titanic

Oltre al danno la beffa. Nonostante il modellino del Titanic sia andato in frantumi, i due giudicano il costo della riparazione troppo salato.

Per far colare a picco più di 100 anni fa il vero Titanic servì un enorme iceberg. Lunedì sera, per mettere ko il suo modello in scala 1:40 (lungo 7 metri, pesante due quintali e mezzo e costruito assemblando 200mila mattoncini LEGO), sono bastati due pestiferi ragazzini di 10 e 12 anni.

Che al polo culturale Guido Reni District (sede della mostra sui modellini LEGO) non hanno avuto di meglio da fare che montare sulla nave e sbriciolarla metodicamente, saggiando la sua resistenza a forza di salti. Solo l’intervento provvidenziale della sicurezza ha interrotto l’opera di distruzione sistematica, chiamando allo stesso tempo i genitori che si erano attardati in un’altra sala.

Dopo il primo momento di stupore, i due si sono subito prodigati per raccogliere i pezzi sparsi nell’ambiente, e per riposizionarli al loro posto sono servite diverse ore e l’intervento di due artisti già impiegati nell’allestimento. Non solo: per dare un’idea delle proporzioni della devastazione basti sapere che è stata resa necessaria la sostituzione dei mattoncini ormai deformati oppure scomparsi del tutto, per la quale sono servite altre 24 ore.

I genitori, dopo essere stati identificati, si sono visti presentare dall’organizzazione un conto decisamente salato, consistente in 1500 euro di risarcimento per il pagamento della manodopera e l’acquisto dei pezzi mancanti. A quel punto i genitori dei due bambini hanno fatto sapere che non sono disposti a saldare l’intero conto, dal momento che attribuiscono alla produzione della mostra una parte di responsabilità per non aver protetto maggiormente le opere esposte.

“Ci hanno chiesto di giustificare nel dettaglio i costi – dichiara l’organizzazione – che comprendono non solo i mattoncini distrutti o mancanti ma anche la manodopera impiegata per risistemarli. Ci hanno chiesto che il totale gli venga scontato per il fatto che hanno collaborato a raccogliere i pezzi nell’immediato dell’accaduto”.

Come andrà a finire non si sa, ma pensate quanto sarebbe costato alla famigliola, se fosse andata invece ad una mostra di cristalli Swarovski.

 

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