Napoli: addio al badge all’ospedale Cardarelli, arriva il lettore di impronte digitali

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Nella più grande azienda ospedaliera di Napoli dal 2018 sarà introdotto un metodo di verifica rivoluzionario.

Soffia un vento strano, per chi ancora si vuole incaponire nel voler compiere furbate sul posto di lavoro. Al Cardarelli di Napoli, dall’inizio del prossimo anno, invece che col badge i dipendenti dovranno “timbrare” la loro presenza con le impronte digitali.

Un marcatempo decisamente più affidabile e veritiero del badge, protagonista in passato di vergognosi casi di “strusciamento” plurimo per mano di persone terze, allo scopo di coprire colleghi di lavoro assenteisti. Ed è pensata proprio per restituire credibilità a chi da sempre si è comportato correttamente, che è stata promossa questa iniziativa.

L’introduzione di questo nuovo sistema è diventata esecutiva dopo che il direttore dell’ospedale partenopeo Ciro Verdoliva ha incassato sia l’ok della Regione che il via libera del Garante per la protezione dei dati personali. Il suo parere, richiesto dalla direzione dell’ospedale, ha certificato la legittimità del nuovo sistema dal momento che “l’obiettivo principale dell’istallazione del sistema di rilevazione biometrica non è di accertare la prestazione lavorativa del singolo dipendente, bensì di garantire che ogni dipendente registri l’inizio della prestazione lavorativa unicamente per se stesso e non per altri colleghi”.

E’ soddisfatto il direttore Generale Ciro Verdoliva, dell’addio all’uso del badge. Il cartellino è stato al centro di polemiche come ad esempio quello che hanno investito il Loreto Mare, un’altro ospedale di Napoli. Per dissolvere il clima di diffidenza generalizzato, colpevole di mettere in cattiva luce agli occhi dei cittadini anche i dipendenti che con quella faccenda nulla avevano a che vedere, Verdoliva ha optato per la realizzazione questo sistema marcatempo, “una scelta necessaria, arrivata anche su richiesta dei nostri dipendenti, evidentemente desiderosi di dimostrare a tutti che al Cardarelli non ci sono furbetti”.

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