Calcio: l’ex bomber Miccoli condannato a tre anni e mezzo

Miccoli

Estorsione aggravata: questa l’accusa mossa a Fabrizio Miccoli, miglior marcatore di tutti i tempi del Palermo.

Miccoli, secondo la tesi della Procura accolta dal giudice, avrebbe incaricato il figlio di un boss di recuperare un credito vantato da un suo amico, e per questo l’ex capitano del Palermo è stato condannato a tre anni e sei mesi.

Secondo i Magistrati l’ex bomber rosanero, tra il 2010 ed il 2011, avrebbe chiesto al suo amico Mauro Lauricella, figlio del presunto mafioso della Kalsa Antonino (detto “U Scintilluni”) di recuperare 12mila euro che sarebbero stati vantati da un suo amico per una vicenda legata alla gestione della discoteca “Paparazzi” di Isola delle Femmine.

Lauricella – sempre secondo l’accusa – si sarebbe dato da fare ed avrebbe utilizzato metodi poco ortodossi per svolgere il suo compito, anche se poi sarebbero stati recuperati solo una parte dei soldi.

Una ricostruzione, questa, che però in primo grado non ha retto davanti al tribunale che ha già processato, sempre per estorsione aggravata dal metodo mafioso, Lauricella e Gioacchino Amato: a fronte di una richiesta di condanna rispettivamente a 10 e a 12 anni di carcere, a metà luglio 2016, il collegio della seconda sezione aveva infatti assolto entrambi gli imputati dall’accusa e condannato a un anno (pena sospesa) il solo Lauricella per violenza privata aggravata dal metodo mafioso.

Il processo d’appello non è ancora iniziato, con Miccoli che ha sempre negato di essere a conoscenza delle parentele mafiose di Lauricella e ha dichiarato, durante il processo al suo amico, di essersi disinteressato della vicenda.

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