Berlino: ecco “Sir Plus”, il primo supermarket del cibo scaduto

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La lotta allo spreco è il principale obiettivo del punto vendita che vuole fare del “cibo salvato” un mainstream.

Pensiamo mai a quanto cibo ancora commestibile prende la direzione del secchio della spazzatura ogni giorno? Tanto, credeteci, così tanto da far venire ad alcuni ragazzi tedeschi l’idea di commercializzarlo in un supermarket chiamato con l’ironico nome di “Sir Plus”.

Uno di loro, Raphael, testa artigianalmente i futuri prodotti assaggiandoli. Frutta, verdura, pane e tante altre cose che in realtà sono già scadute, ma nonostante questo sono ancora mangiabili, “ancora buone” insomma.

“Da nove anni – dichiara Raphael – lavoro contro lo spreco. E Il mio obiettivo è fare del cibo salvato un mainstream. Dopo il vegan food, o il bio food, voglio che si lanci a livello globale il saved food”. E per fare questo pensa in grande, nutrendo il proposito di aprire altri punti vendita sparsi per la Germania.

Tutti con un denominatore comune: il “gerettet” (“salvato” in italiano, ndr) venduto a prezzi veramente concorrenziali per il solo fatto che si tratta di alimenti di cui la Grande Distribuzione Organizzata si è disfatta in quanto in via di scadenza, ammaccati, poco presentabili agli occhi di molti consumatori.

Raphael ci spiega come gli sia potuta venire in mente una cosa del genere: “in italiano dite cibo, ma dietro una mela ci sono lavoro, acqua, trasporto, pesticidi e ovviamente terra. Su questo si deve riflettere di più e la mia missione è sensibilizzare l’opinione pubblica a riguardo”.

Salvaguardare il cibo, quindi, troppe volte sprecato da una società bulimica e consumistica che fa dell’opulenza e lo spreco il proprio tratto distintivo. Che ignora come si possa vivere senza cibo in altre parti del pianeta ed ha perso la memoria dello stato di indigenza di tanti nostri antenati.

E’ una sfida per Raphael, iniziata da giovane “con un viaggio in giro per il mondo, di 15 mesi, affrontato senza soldi. Volevamo dimostrare che si può sopravvivere mangiando ciò che gli altri buttano via. E ce l’abbiamo fatta”.

Da questa esperienza è nato il movimento “food saving”, da lui fondato: “raccoglievamo il cibo dalla spazzatura. Ma ci siamo spesso anche accordati con ristoranti e supermercati per ricevere quello che avrebbero buttato”.

“In cinque anni –  ci informa Raphael – abbiamo preso cibo da 3.000 negozi e riscattato 10 milioni di chili di prodotti che sarebbero stati buttati”. Un’enormità, se ci pensiamo bene. Destinata ad aumentare se il “food saving” prenderà piede.

E su questo non ci dovrebbero essere dubbi, in quanto smaltire il cibo di troppo è un costo, che “noi risparmiamo a chi sceglie di collaborare con Sir plus”. Una soluzione conveniente per tutti.

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