Tutti uniti contro la Lazio: quando a vincere è solo l’ipocrisia

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13 daspo per gli ultras della Lazio, sei sono Irriducibili. Ma attorno alla vicenda è stato innalzato un polverone mediatico volto a distruggere la favola biancoceleste

La Questura di Roma è finalmente riuscita ad identificare i teppisti che durante Lazio-Cagliari hanno affisso gli adesivi antisemiti in curva sud. 13 dasposei di questi appartengono al tifo organizzato. Agli pseudo-tifosi è stata inoltrata un’informativa di reato “per aver commesso atti di discriminazione razziale mediante l’affissione di materiale antisemita, offensivo per il contenuto ed in grado di incitare all’odio razziale”. Ma ora che giustizia è stata fatta, è giunto il momento di calare il sipario su questa tristissima vicenda. Quattro teppisti non meritano tutta questa considerazione.

D’altronde il razzismo negli stadi non è mica cosa nuova: sono anni che i gruppi ultras fanno a gara a chi riesce a formulare l’insulto peggiore. Come dimenticare tutte le offese che i supporters juventini hanno rifilato negli anni ai tifosi napoletani? Per non parlare poi di tutti i cori riservati a Vincenzo Paparelli. Un insulto alla memoria e al dolore della sua famiglia. Ma dov’erano tutti questi grandi giornalisti quando gli ultras della Roma ghignavano sulla sua morte? E come mai la FIGC e la sua Procura Federale non hanno mai punito la Roma e i suoi tifosi? Come mai la polizia non ha mai identificato i responsabili di quel vilipendio? Non era reato anche quello? E’ sempre la stessa storia: due pesi e due misure (vedi qui).

Ma allora perchè tutto questo clamore? Forse a qualcuno da fastidio vedere la compagine di Inzaghi in cima alla classifica? Questo non è dato sapere. Ma che intorno alla vicenda si sia costruito un enorme polverone mediatico per destabilizzare l’ambiente è fuori ogni dubbio. Lo confermano anche le false notizie di calciomercato delle ultime ore: il Psg offre 100 milioni per Milinkovic Savic, l’Atletico Madrid è pronto a fare follie per Luis Alberto e Ciro Immobile ha già pronte le valigie per volare in Cina. Tutte bugie per svegliare i tifosi biancocelesti dal loro splendido sogno. Che la stampa capitolina sia interamente controllata dalla lobby romanista? A pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca.

Ma mentre mezzo paese si scannava sulla storia degli adesivi, in Italia l’età pensionabile si è alzata di 5 mesi. E’ pure vero che al giorno d’oggi il lavoro è merce rara, ed è altrettanto vero che i giovani guardano alla pensione come un lontano miraggio, ma una questione del genere non può assolutamente passare in secondo piano. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha abbandonato il PD accusandolo di “violenza”, ma neanche di questo frega niente a nessuno. Sono tutti impegnati a discutere su una vicenda vecchia di 70 anni come la Shoa. E’ un antico stratagemma: i latini lo chiamavano “dividi et impera”. Come a dire: “voi continuate a discutere su Anna Frank, al resto ci pensiamo noi”. Benvenuti nell’era del “politically correct“, dove vige il finto perbenismo e l’ipocrisia fa da padrona.

E’ stato un errore imperdonabile dare tutto questo risalto all’accaduto. La vicenda degli adesivi è rimasta in prima pagina su Ansa per quasi 24 ore. Neanche fosse l’attentato alle Torri Gemelle o la strage del Bataclan. Dobbiamo avere la lucidità per capire che il nocciolo del problema non sono il calcio e i suoi tifosi, ma chi usa lo stadio come terreno di sfogo e di scontro politico. Bisognava punire questi quattro teppisti con una condanna esemplare e poi metterci una pietra sopra. Punto. Queste cose col calcio non c’entrano nulla.

Ad ogni modo, questo assurdo polverone ha incredibilmente riconciliato Claudio Lotito con i propri tifosi. Nemmeno la vittoria del 26 maggio è riuscita ad arrivare a tanto. “Famo sta pagliacciata”, lo sfogo è diventato virale.

Ma i problemi del patron biancoceleste non sembrano finire qui: negli ultimi minuti di Bologna-Lazio, Luis Nani ha deliziato il pubblico con stop da fuoriclasse e numeri da capogiro. Il portoghese ha umiliato Faletti con un sombrero da stropicciarsi gli occhi. Secondo le ultime indiscrezioni, il Governo Messicano avrebbe intentato una causa contro il numero 7 della Lazio per “appropriazione indebita”…

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