L’algoritmo di Facebook dimostra la sua assurdità e penalizza la mostra su Rodin

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Facebook ha toccato il suo picco di ridicolo, scegliendo per alcune ore di non pubblicizzare l’immagine della statua del Bacio dello scultore francese.

Facebook, per un lasso di tempo, ha oscurato l’immagine della famosa statua del “Bacio” di Auguste Rodin, parte della mostra di Treviso sullo scultore francese. Fortunatamente la strana “censura” è durata poco, ma la dice lunga sull’assurdità dell’algoritmo del popolare social network, che ha bocciato l’opera dal momento che, come spiegato in una nota generata automaticamente ed inviata agli organizzatori, “mostra eccessivamente il corpo o presenta contenuti allusivi”. Beffardamente Facebook ha anche suggerito “di utilizzare contenuti che si concentrano sul prodotto o sul servizio, evitando allusioni di natura sessuale”.

Roba dell’epoca vittoriana, un qui pro quo sventato per fortuna dalla provvidenziale segnalazione di Linea d’Ombra, lo studio trevigiano specializzato in grandi mostre d’arte che a Facebook aveva chiesto di utilizzare l’immagine dell’episodio di Paolo e Francesca nel Canto V dell’Inferno di Dante, per la promozione della mostra dedicata allo scultore francese.

“Può un’immagine – risponde il responsabile di Linea d’Ombra Marco Goldin – simbolo della storia dell’arte essere paragonata ad una qualsiasi immagine di carattere sessualmente esplicito? In una Rete invasa da orribile pornografia vogliamo davvero equiparare i nudi rinascimentali a immagini che invece circolano liberamente?”

Per fortuna il team di Facebook ha verificato manualmente il contenuto dell’immagine, e gli operatori umani l’hanno prontamente riabilitata. Si è provveduto con una semplice procedura di double check (doppio controllo), che ha luogo ogni volta che l’algoritmo nutre dei dubbi sul fatto che le immagini possano urtare la sensibilità degli utenti.

Una svista, un eccesso di zelo, ma non la volontà di Facebook di oscurare l’arte. Ci mancherebbe.

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