Calcio: presentato il nuovo stadio dell’Atalanta, quello dell’As Roma ancora fermo al palo

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Mentre a Bergamo viene svelato il futuro della casa dell’Atalanta, nella Capitale le uniche notizie sono legate a slittamenti e rinvii.

Il nuovo stadio dell’Atalanta prende forma. Un piccolo gioiello da 24mila posti, l’impianto che ospiterà le gare casalinghe della Dea e che vedrà la luce alla fine del 2020, sorgendo sulle ceneri dell’odierno “Atleti Azzurri d’Italia” che sarà parzialmente demolito.

Alla presenza del presidente dei nerazzurri Percassi, è stato presentato il progetto della ristrutturazione dello stadio che costerà 35 mln di euro, la quale segue di pochi mesi il completamento dell’acquisto ufficiale dell’impianto.

“Il 17 ottobre di 110 anni fa – ha dichiarato Antonio Percassi – è nata l’Atalanta, il 17 ottobre scorso abbiamo fatto l’atto di proprietà e lo stadio è casa nostra, lo realizzeremo con un progetto molto interessante, è costato tanto, soprattutto l’acquisizione. È un passo epocale per il club, aggiungendosi all’investimento già in atto per rinnovare la sede di Zingonia. Abbiamo visitato tante realtà in Europa, ora portiamo a Bergamo l’eccellenza”.

Il nuovo impianto prevede l’abbattimento delle due attuali curve che verranno ricostruite addossandole al terreno di gioco ed unendole alle tribune centrali, senza separazioni. Tutti i posti a sedere saranno coperti e come in tutti gli stadi di nuova generazione e di proprietà delle società sarà compresa la costruzione di un’area commerciale, prevista nella parte sotterranea, che servirà all’Atalanta per ampliare il suo fatturato.

In aggiunta è previsto il miglioramento della viabilità nelle zone limitrofe allo stadio per rendere più funzionale l’afflusso dei tifosi nonchè la costruzione di parcheggi interrati. Resta solo da definire il nuovo nome dell’impianto, perchè come annunciato sempre oggi dal presidente Percassi l’intenzione è quella di cercarne uno nuovo, probabilmente anche con qualche accordo commerciale, modalità già adottata per esempio da Sassuolo ed Udinese.

Una spesa modesta, il ripensamento della viabilità, parcheggi interrati ed una quasi invisibile zona commerciale, accompagneranno il rifacimento dello stadio. Un intelligente compromesso tra esigenze pubbliche ed interessi privati, cosa che non sta evidentemente avvenendo a Roma, dove le differenti opinioni del Comune (in mano ai 5 Stelle) e della Regione (Pd) molto probabilmente causeranno l’ennesimo rinvio della fine dei lavori della seconda Conferenza dei Servizi.

Ora il campo di battaglia è rappresentato dai trasporti e dalla viabilità, ritenuta inadeguata dalla Regione e dal Ministero dei Trasporti che giudicano necessaria la costruzione del Ponte di Traiano (in aggiunta a quello dei Congressi già pensato per essere creato pochi km a monte). Costruzione osteggiata dal Comune, che con la sensibile riduzione delle cubature del Business Center a Tor di Valle ha eliminato il Ponte (che ora sarebbe a carico del pubblico) dal progetto e punta al potenziamento del trasporto pubblico.

Lungaggini burocratiche, dissidi politici, spazzati via 600 km più a nord con il decisionismo e la concordia che evidentemente a Bergamo sono più di casa che a Roma.  

 
 

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