Aggressione Ostia, Roberto Spada verso il carcere di Tolmezzo (Ud)

carcere

Il carcere friulano di alta sicurezza sarà la prossima meta del protagonista della violenta aggressione verso la troupe di “Nemo”.

Roberto Spada sarà a breve trasferito dal carcere romano di Regina Coeli a quello di Tolmezzo, più precisamente nella sezione “alta sicurezza 3”. Nello stesso spazio sono assegnati, tra gli altri, i detenuti per associazione mafiosa o per delitti aggravati dal metodo mafioso o per associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, ed attualmente vi si trova Salvatore Buzzi, Ras delle Coop romane, condannato nel processo denominato “mondo di mezzo”.

La decisione è stata presa dalla Direzione generale detenuti e trattamento – Ufficio V – del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Spada, lo ricordiamo, è detenuto a Regina Coeli da giovedì scorso per aver aggredito il giornalista del programma Rai “Nemo – Nessuno Escluso” Daniele Piervincenzi e il film maker Edoardo Anselmi, ed attualmente è indagato per i reati di lesioni e violenza privata, aggravati dai futili motivi e dal metodo mafioso.

Nel provvedimento, la Direzione generale detenuti e trattamento dispone, “in considerazione dell’elevata pericolosità del soggetto, l’adozione delle misure idonee ad impedire tentativi di evasione, anche mediante complicità esterne, nonchè qualsiasi altro atto che possa compromettere l’incolumità del detenuto e della scorta stessa oppure il corretto svolgimento della traduzione”.

Analoghe disposizioni sono state impartite dal Dap alla Direzione di destinazione, segnalando che la Procura di Roma “ha comunicato che si tratta di soggetto inserito in un contesto di criminalità organizzata attiva sul territorio laziale”.

“Al momento dell’ingresso in istituto – si legge – sarà effettuata un’accuratissima perquisizione personale del detenuto, dei suoi effetti di vestiario e degli altri oggetti che fanno parte del bagaglio. Sarà disposto l’idoneo allocamento nell’ambito delle sezioni di assegnazione, predisponendo un’attenta ed adeguata vigilanza da parte di personale di provata capacità professionale ed esperienza. Per quanto concerne le modalità custodiali e i momenti di aggregazione” saranno tenute presenti “le indicazioni della competente Autorità Giudiziaria e, in ogni caso, le compatibilità e le incompatibilità con i detenuti ivi ristretti; in particolare con gli eventuali coindagati/coimputati o con gli appartenenti ad associazioni mafiose contrapposte, risultanti dal fascicolo personale, dalle dichiarazioni rese dallo stesso detenuto o, eventualmente, dagli atti matricolari  con riferimento a precedenti carcerazioni. In tal senso, particolare attenzione dovrà essere altresì posta nell’individuazione della camera detentiva ove assegnare il detenuto, evitando, salvo specifiche esigenze investigative, l’allocazione nella medesima camera detentiva di soggetti appartenenti alla stessa associazione criminale, soprattutto se in posizione verticistica, ovvero legati da vincoli di parentela, al fine di evitare l’insorgenza di posizioni di leadership all’interno delle sezioni detentive”.

Articoli correlati

*

Top