Atletica: per Pistorius pena raddoppiata in appello

pistorius

Dovrà scontare 13 anni di prigione anzichè 6 l’ex campione paralimpico Oscar Pistorius, condannato per l’omicidio della fidanzata.

La sentenza di primo grado era stata fin troppo benevola per Pistorius, condannato a 6 anni per omicidio colposo. Una pena considerata da molti troppo lieve, e giustificata dal fatto che il Tribunale di Pretoria aveva accolto nel 2016 le tesi della difesa, la quale aveva fornito una dinamica piuttosto lontana dalla realtà.

Secondo i suoi avvocati, il 14 febbraio del 2014, Pistorius avrebbe sparato per difendersi dal tentativo di aggressione di ladri armati, penetrati nella sua abitazione. Il suo errore, sempre per i suoi legali, era stato quello di non capire che al posto dei malintenzionati c’era la fidanzata Reeva Steenkamp, con la quale tuttavia da tempo litigava molto di frequente.

C’è questo, probabilmente, all’origine del ripensamento dei giudici della Corte Suprema d’appello di Bloemfontein che hanno modificato la sentenza di primo grado di un anno fa e più che raddoppiato la pena dell’ex campione paralimpico sudafricano, famoso per correre ad una velocita pazzesca aiutandosi con dei supporti metallici che supplivano alla mancanza di parte delle gambe.

In primo grado Pistorius era stato condannato per omicidio colposo, mentre ora è stato dichiarato colpevole di omicidio volontario. La pena detentiva di sei anni, si legge nella sentenza del giudice Willie Seriti, “viene cancellata e sostituita dalla seguente: l’imputato viene condannato a 13 anni e 5 mesi di carcere”.

Per il velocista sudafricano, quindi, si allunga la permanenza nel carcere in cui si trova da più di un anno. Ma la cosa ancora più grave è il definitivo offuscamento dell’immagine di se stesso, che nel corso della carriera era riuscito ad imprimere nell’immaginario collettivo.

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