Palermo: si laurea discutendo una tesi incentrata sulla parola “suca”

suca

Anche l’espressione “suca” conosce il suo sdoganamento. Per la neo-dottoressa “ormai ha un altro significato”.

La parola “suca” si allontana dall’ambito del turpiloquio nel quale era stata confinata per decenni. Merito in parte di Alessandra Agola, la studentessa palermitana che si è laureata in Scienze della Comunicazione descrivendo la storia e l’evoluzione del termine nel suo studio “S-word. Segni urbani e writing”.

La notizia, in apparenza frivola, dimostra come la lingua italiana sia in continua evoluzione, e lo studio della neolaureata lo spiega basandosi su indagini semiotiche e linguistiche.

Da sempre interessata alla street art Alessandra Agola ha notato da tempo sui muri della città la reiterazione dell’uso della parola. Impossibile non imbattersi in essa, e proprio questo ha spinto la tesista a rintracciare le radici del fenomeno (come si può immaginare non facilmente riscontrabili) anche mostrando la prima foto (del 1977, in bianco e nero) in cui compare l’espressione un po’ volgarotta.

La parola ha perso il suo significato originario e ne ha assunto un altro, siamo d’accordo. Ma sempre poco presentabile è.

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Un Commento

  1. ciao said:

    Complimenti cari amici della ribattuta, avete perso Giusi Brega che si occupava con successo e grande seguito della cara (potente) Anas e dei suoi problemi, e vi occupate della parola “suca”.
    NB: Giusi sta spopolando sul sito “sassate”.
    Ora cerco di farmi venire in mente una parola di 4 lettere per salutare la redazione….
    ecco mi è venuto in mente: Ciao.

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