Vaccini, con la legge sull’obbligo recuperato il 30% dei bambini non trattati

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I dati preliminari su 5 regioni parlano di una decisa risalita delle coperture dovuta all’obbligo dei vaccini per iscriversi a scuola.

Per merito dell’approvazione della legge sull’obbligo dei vaccini, ben il 30% dei bambini nati nell’arco temporale che intercorre tra il 2011 e il 2015 che non erano stati vaccinati sono stati immunizzati. Il dato viene da Carlo Signorelli della Società Italiana di Igiene, Stefania Iannazzo del ministero della Salute e Anna Odone dell’università Vita-Salute di Milano, in un articolo pubblicato su Lancet Infectious Diseases basandosi sui dati preliminari di cinque regioni.

“Confrontate con il 2016 – scrivono gli autori – queste vaccinazioni di “catch up” hanno fatto sì che la copertura tra giugno e ottobre 2017 sia aumentata dell’1% per l’esavalente contro difterite, tetano, pertosse, polio, hemophilus influentiae B ed epatite B, e del 2,9% per morbillo, rosolia e parotite”.

Il dibattito sulla legge, sottolineano gli stessi autori nell’articolo, non può comunque limitarsi al solo monitoraggio delle coperture. “Se in Australia gli esperti si chiedono se le iniziative statali si siano spinte troppo in là – concludono -, trasformare l’obbligo vaccinale in legge in Italia ha ricevuto un forte supporto dalla comunità scientifica. E’ un segno di rassegnazione? O peggio è un’ammissione di colpa per aver fallito nel promuovere il valore sociale e individuale dell’immunizzazione attraverso l’educazione, l’empowerment e la prevenzione centrata sull’individuo?”. 

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