Facebook, il “mea culpa” di Zuckerberg ed i buoni propositi per il 2018

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Il fondatore di Facebook si è ripromesso di mettere al sicuro il social network da haters, fake news, ingerenze della politica ed abusi vari.

Un “mea culpa” vero e proprio, quello di Mark Zuckerberg, che in un post su Facebook (e dove sennò) ha annunciato di voler riparare ai “troppi errori” di Facebook in relazione al rispetto delle sue politiche e alla prevenzione del cattivo uso dei suoi strumenti. Vuole correrere ai ripari e schermarsi dalle accuse di un certo lassismo, Zuckerberg, rispetto all’utilizzo errato che tantissimi utenti fanno del social network.

Constatando che il mondo si sente inquieto, litigioso e diviso, sostiene che Facebook ha molto lavoro da fare, sia nella direzione di proteggere i suoi utenti dagli abusi e dall’odio, sia nella loro difesa dalle ingerenze del potere politico di certi Paesi. L’obiettivo che il co-fondatore e Ad del primo social media al mondo (che vanta oltre due miliardi di utenti) si è prefissato è che la gente reputi il tempo trascorso su Facebook “ben speso”.

Oggi, aggiunge, “molte persone non credono più nell’idea che la tecnologia possa mettere un po’ di potere nelle loro mani. Al contrario – prosegue – con lo sviluppo di un pugno di grosse imprese tecnologiche, e con governi che usano la tecnologia per sorvegliare i loro cittadini, molte persone credono ormai che la tecnologia non faccia che concentrare il potere” nelle mani di qualcuno, anziché decentralizzarlo verso i cittadini.

Una convinzione sfociata nel 2017 nell’accusa espressa da molti che il popolare social network non contrasti abbastanza efficacemente i contenuti problematici come gli appelli all’odio, l’apologia del terrorismo o le fake news. Facebook, dal canto suo, ha tuttavia ammesso che la sua piattaforma può avere effetti psicologici negativi su chi ne abusa passivamente, e questo rappresenta un mea culpa notevole.

“La mia sfida personale per il 2018 è di concentrarmi sulla soluzione di queste questioni importanti. Non riusciremo ad evitare tutti gli errori e gli abusi ma attualmente facciamo troppi errori nell’attuazione delle nostre politiche e nella prevenzione del cattivo uso dei nostri strumenti”.

Intendimenti un tantino differenti e meno frivoli di quelli espressi negli anni precedenti, quando si era ripromesso di imparare il mandarino, leggere due libri al mese e viaggiare negli stati Usa che non aveva mai visitato.

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