Ue ed esperti: “fuori il tema dei vaccini dalla campagna elettorale”

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La discussione sull’obbligatorietà dei vaccini si è riaccesa dopo la presa di posizione del leader di una forza politica.

Le polemiche sui vaccini, riaccese da Matteo Salvini che promette lo stop all’obbligo vaccinale una volta che la Lega sarà al governo, preoccupano l’Ue ed il mondo scientifico. Ambedue si rifiutano categoricamente di entrare nello scontro politico, in modo da evitare che un tema delicato come quello della salute possa essere scosso dai venti della campagna elettorale.

Da Bruxelles hanno sottolineato l’importanza dei programmi di vaccinazione nella protezione della salute pubblica: “la copertura rimane elevata nell’Ue, tuttavia preoccupa molto l’aumento dello scetticismo sui vaccini”, ha detto la portavoce della Commissione Ue per la Salute Anca Paduraru, insistendo sul fatto che la Commissione è impegnata a rafforzare il sostegno agli sforzi nazionali.

In Italia il mondo scientifico nelle sue argomentazioni preferisce fare riferimento ai numeri, perchè i dati parlano chiaro: nelle cinque regioni monitorate dall’entrata in vigore della legge Lorenzin, il 30% dei bambini nati tra il 2011 e il 2015 che non erano stati vaccinati sono stati immunizzati.

“C’è un rilevante aumento della copertura, la legge sta funzionando, interrompere adesso sarebbe un errore. Importante anche che la Francia abbia seguito l’esempio italiano aumentando il numero di vaccini obbligatori”, commenta Carlo Signorelli, presidente della Società italiana di Igiene, ricordando che comunque la legge prevede anche dei tempi per rivalutare la situazione.

Dal canto suo il presidente della Società italiana di pediatria Alberto Villani interviene per ricordare che si è passati da un calo vaccinale importante ad una inversione di tendenza: “E’ stato fatto un eccellente recupero, c’era bisogno che le famiglie venissero informate e la legge lo ha fatto correttamente”.

Sullo scontro in atto, duro il commento dell’Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani): “La scienza non si può piegare ad interessi politici, senza voler entrare nel merito della polemica vorremmo invitare tutti a maneggiare con cura i temi scientifici e sanitari in campagna elettorale”, afferma il presidente Pierluigi Marini. E aggiunge: “la polemica dimostra che pur di racimolare qualche voto si rischia di danneggiare la salute dei cittadini. Sarebbe opportuno evitare di trattare temi così delicati senza pensare alle conseguenze mediche, sociali e culturali”.

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