Il parroco di Scampia contro Roberto Saviano: “Ci hai stancato”

Saviano

Don Aniello Manganiello, storico parroco di Scampia, si scaglia contro il saggista campano: “abbiamo bisogno di testimoni e non di maestri”

Il vero problema di Napoli non sono le baby gang. O meglio, non solo. Certo, questi piccoli delinquenti stanno letteralmente terrorizzando il capoluogo campano. Ma è l’educazione (o la diseducazione) impartitagli dai genitori a fare la differenza. Non solo. Come se di problemi Napoli non ne avesse già abbastanza, adesso ci si è messo pure Saviano con la sua fiction a scaldare gli animi. La serie tv di Gomorra, ispirata dall’omonimo romanzo del saggista campano, è diventata un vero e proprio stile di vita. Un modello a cui i giovani devono rifarsi a tutti i costi, pena l’esclusione dal branco.

E’ un gioco pericoloso. Perchè se da una parte l’opera di Saviano contribuisce smascherare il modus operandi della malavita, dall’altra c’è il rovescio della medaglia. Centinaia di giovani, in situazioni economiche e familiari del tutto precarie, stanno prendendo spunto dai colpi di pistola di Genny e dalle perfide trame di Ciro. Don Aniello Manganiello, che contro la criminalità organizzata combatte da anni, ha voluto dire la sua sulla questione: “Riconosco a Saviano – spiega il parroco – il merito di aver raccontato in modo sistematico e chiaro le attività criminali che infestano la Campania, ma ha sempre ignorato il bene che comunque esiste nelle nostre terre. L’opinione pubblica preferisce le storie che aumentano l’adrenalina, le trame violente e criminali. E lo scrittore preferisce ignorare gli uomini le donne che rischiano ogni giorno per contrastare la cultura mafiosa e il degrado del territorio napoletano”.

“Caro Saviano – conclude il sacerdote- a Scampia ci sono stato come parroco e so di cosa parlo. Ti dico che non basta scrivere libri, fare antimafia a tavolino, ma occorre lottare per creare nuove condizioni di vita. Caro Saviano, siamo stanchi dei tuoi romanzi, delle produzioni cinematografiche e televisive. Siamo stanchi di Gomorra, vogliamo un’anticamorra delle opere. Anch’io sono stato minacciato di morte dai Lo Russo e ho rifiutato la scorta per stare in mezzo alla mia gente. Non chiedo altrettanto a Saviano, ma abbiamo bisogno di testimoni e non di maestri”.

Come a dire, “tu continua pure a raccontare le tue storie dall’alto del tuo super attico a New York; qui intanto la gente continua a scannarsi a colpi di pistola, imitando i soggetti idolatrati nelle tue fiction”. E non ha mica tutti i torti..

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