Avviso ai naviganti e non

Quello che i fornitori di Alitalia e i dipendenti devono sapere del loro co-Commissario Gigino Don Abbondio Gubitosi; un “personaggio” tutto da scoprire.

Dobbiamo iniziare dicendo: “scusate il ritardo”.

Sì, perché il nostro giornale è stato al centro di cambiamenti societari ed editoriali e quindi ha perso un bel po’ di tempo prima di riprendere alcune battaglie importanti.

La prima: La corruzione, le interferenze mafiose ed i grandi “peccatucci” etici in Rai che ha visto e vede coinvolti pesantemente dirigenti tuttora in posizioni strategiche nell’azienda finanziata dallo Stato e ci obbliga a rendere noto a tutto il mondo che gira intorno all’Alitalia le specificità e la storia di quel “personaggio” che risponde al nome di Gigino Gubitosi.

È utile informare innanzitutto che l’azienda di stato per mano del don Abbondio nazionale ha promosso 4 procedimenti civili contro “l’Ultima ribattuta” e uno dopo l’altro li ha persi tutti, portando a casa anche la condanna al pagamento delle spese legali.

Quindi quello che abbiamo denunciato è vero e corretto.

Il testimonial della pavidità nazionale Gigino Gubitosi, infatti, anziché fare tesoro delle informazioni sulla corruzione che pervadeva la Rai, che il produttore Piero Di Lorenzo gli aveva messo su un piatto d’argento, si è impegnato allo spasimo, con il suo cerchio magico di dirigenti incapaci, per fare la guerra proprio a Di Lorenzo, così creando un muro di difesa al sistema marcio che piano piano sta venendo ineluttabilmente alla luce.

Prima lo scandalo dei bar della Rai appaltati ai sodali di Carminati (ripetiamo, Carminati) senza gara.

Era una delle notizie che Di Lorenzo aveva raccolto e Gubitosi & C. non hanno voluto utilizzare per tempo snobbando la denuncia.

Poi lo scandalo degli appalti al Festival di Sanremo di cui il capostruttura delegato di Raiuno per anni ed anni è stato Giampiero Raveggi accusato e denunciato da Di Lorenzo di avergli chiesto tangenti in più occasioni e che non ha mai querelato né lui, né noi.

Chissà perché?

Anche su Sanremo è in corso una indagine giudiziaria che ha già prodotto arresti ed indagati come Riccardo Bocchini, storico collaboratore di Carlo Conti. Il presentatore è notoriamente grande amico del suddetto Giampiero Raveggi e della moglie di quest’ultimo Chiara Galvagni.

Sì, la dirigente tuttora scandalosamente seduta sulla poltrona di vicedirettore dei contratti artistici Rai malgrado le innumerevoli scoperte di totale mancanza di etica professionale per le quali in qualunque azienda sana e corretta del mondo sarebbe stata cacciata in malo modo.

Sono contenti i due sposini Raveggi e Galvagni per aver ottenuto l’archiviazione della denuncia di Di Lorenzo che li accusava “e continua ad accusare” di avergli chiesto le tangenti per farlo lavorare in Rai e di averlo ostacolato per ritorsione.

Non conta per loro che la sofferta richiesta di archiviazione del Sostituto Procuratore Alberto Galanti, dopo aver definito credibile la denuncia presentata da Di Lorenzo, accusa il “clima vischioso e omertoso”, cioè mafioso, creato in Rai a tutela e difesa dei corrotti come causa della impossibilità di trovare le prove per sostenere in giudizio l’accusa.

Ma, tranquilli, come Gubitosi, i due non hanno mai querelato, e mai quereleranno ne’ Di Lorenzo ne’ noi (e questo qualcosa significherà!).

Quanto a Bocchini, si sa: Carlo Conti è il presentatore di riferimento della Endemol, la stessa Società di produzione che gode in Rai di corsie preferenziali di ogni genere e che stipulò un contratto di consulenza, pagando chissà perché, 126.000,00 euro annui con il suddetto Raveggi ormai pensionato settantenne ma che era pur sempre marito della Chiara Galvagni. Sì, la signora con mille scheletri nell’armadio che degli artisti dei programmi della Endemol gestisce i contratti e i cachet.

Carlo Conti quindi impone alla Rai di mantenere, anche se serie ragioni di opportunità lo sconsiglierebbero, i suoi collaboratori ai loro posti, minacciando che altrimenti… e i dirigenti Rai si sottomettono e mantengono intatte le zone d’ombra nei contratti artistici, negli appalti e nelle forniture.

Che poi viene da dire: “Altrimenti che? Dove va Carlo Conti? In Mediaset per meriti “Endemol”?

E così in Rai si continuano a gestire appalti stramilionari mantenendo ai loro posti personaggi opachi e compromessi come la “signora” Chiara Galvagni.

Tutto questo è stato legittimato, difeso strenuamente e aiutato a sopravvivere da Gigino don Abbondio Gubitosi.

Il quale, anziché chiamare Di Lorenzo, farsi consegnare tutto il materiale raccolto sulla corruzione in Rai e poi fare pulizia, ha bloccato tutti i contratti che l’Azienda di Di Lorenzo aveva in corso con la Rai da un paio di decenni.

In altri termini, anziché scoperchiare il malaffare denunciato dal patron della LDM con nomi, cognomi, date e importi e fare pulizia, si è impegnato a cacciare la LDM dalla Rai.

Risultato: tutti i dirigenti di aziende che avevano dichiarato davanti a testimoni di voler denunciare di cui erano vittime nell’Azienda finanziata dallo Stato, si sono fermati e hanno continuato a subire pur di lavorare.

Colpirne uno per educarne cento: e così tutti zitti e i traffici continuano.

Questo è stato l’operato di Gubitosi in Rai.

Da questo si può capire che cosa potrebbe accadere a chi in Alitalia dovesse denunciare casi di corruzione o concussione.

Ci ripugna dire: “non denunciate” e infatti raccomandiamo esattamente il contrario.

Ma come si fa a non avvertire le persone oneste che sono coinvolte nelle vicende Alitalia e che fossero motivate a rendere pubbliche eventuali prassi delinquenziali che magari hanno contribuito al dissesto della Società?

E quindi: denunciate ma… con judicio.

Anche perché, come dimostra la vicenda Harvey Weinstein, anche il noto, generalizzato e omertoso sistema delle molestie sessuali era ritenuto e vissuto come un diritto acquisito ineluttabile e “doverosamente” coperto da tutti.

Poi, però, quando il tempo è diventato maturo, è bastato il classico “inciampo” per far venire giù tutto il

palazzo. Basta aspettare tenendo vivo il problema. Vedrete.

Quando arriverà il momento giusto si squaglieranno i potenti che hanno coperto e continuano a proteggere l’operato di certa dirigenza Rai che non ha mosso un dito per fare pulizia, ed ha anzi consentito e consente le vendette mafiose contro Di Lorenzo ed i lavoratori della LDM.

Si gireranno dall’altra parte fischiettando i giornalisti che, scodinzolando intorno all’allora Direttore generale Rai nelle cene tra Capalbio e l’Argentario, hanno efficacemente “coperto” la notizia della denuncia consentendo a tangentisti e mafiosi di continuare a spolpare l’Azienda di Stato.

Basta aspettare e vedrete improvvisamente quel mondo di complicità, collusioni e solidarietà interessate, che ora sono ancora distese a protezione dei Gubitosi & C. nei grandi Palazzi, venire giù.

E non diciamo questo perché siamo mitomani, ma perché continuiamo a registrare tutte le azioni offensive che il “gruppo di collusione” tuttora mette in atto per convincere L’ultima Ribattuta e Di Lorenzo a gettare la spugna: ci stanno provando da quattro anni a spaventare noi e Di Lorenzo, buttando polpette avvelenate tra i piedi di inconsapevoli magistrati, facendo uscire articoletti al veleno e cercando

di colpire in vari modi le attività imprenditoriali di Di Lorenzo.

Ma per ottenere ciò fanno errori, lasciano tracce e coinvolgono ogni volta qualche amico potente in più, compromettendolo.

Basta aspettare! Basta stare fermi e continuare a tenere informata la gente ed è quello che noi facciamo

e continueremo a fare.

L’Ultima Ribattuta

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P.S.: per cortesia, per cortesia, per cortesia evitate i procedimenti civili: lì perderete sicuro perché quello che pubblica “L’ultima ribattuta” è vero e giornalisticamente corretto, come evidenziato da

quattro differenti giudici in quattro diverse sfortunate iniziative giudiziarie della RAI.

Se volete intimidirci provate a querelare; anche se sappiamo bene perché non lo fate: paura di passare da querelanti ad indagati. Vero?

Ci sarebbe da ridere se la cosa non fosse davvero tragica per l’Azienda e per il Paese.

 

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