La modernità di Carli, che se fosse vivo avrebbe studiato pure Internet

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Romana Liuzzo

E’ nata la fondazione e a maggio il premio al giornalismo moderno.

Guido Carli era un grande italiano. E non soltanto perché ha donato al Paese il suo talento e le sue energie. No, ha anche regalato alla nostra nazione l’idea indelebile di un futuro libero dall’ingiustizia sociale. Un futuro dove il merito, l’onestà e la creatività diventano la normalità.

Lo confermano i migliori libri di economia. Lo storico Governatore della Banca d’Italia – anche quando ha assunto le responsabilità di Presidente di Confindustria e di ministro del Tesoro protagonista del Trattato di Maastricht – ha superato le criticità contingenti offrendo all’Italia le soluzioni più utili per l’avvenire.

Le trovava anche confrontandosi con le menti più innovative della sua epoca. La sua nipote prediletta, la giornalista Romana Liuzzo, ha raccontato di quando “a casa di Nonno Guido” si è trovata a parlare di economia con due uomini (allora) di mezza età, come Carlo Azeglio Ciampi ed Eugenio Scalfari.

E oggi, se la morte non lo avesse strappato alla vita terrena il 23 aprile del 1993, Carli sarebbe affascinato da Internet, dai social network e dal giornalismo on line. Perché, appunto, possedeva una qualità tra le altre: catturava il presente per disegnare l’avvenire.

Tale testamento intellettuale rimane ben vivo nella classe dirigente del Paese. E brilla dal novembre del 2010 nell’Associazione «Guido e Maria Carli», ente no profit e apolitico. Presieduta proprio da Romana Liuzzo, l’associazione coinvolge nella giuria del «Premio Guido Carli» il presidente onorario Gianni Letta, il presidente e amministratore delegato di Rcs Urbano Cairo, la conduttrice televisiva Barbara Palombelli e tante altre personalità.

Proprio ispirandosi alla contemporaneità del Governatore, i giurati hanno deciso di assegnare, per il 2018, un riconoscimento speciale ad «un giornalista capace di affrontare le sfide del digitale». La notizia, un’esclusiva de L’Ultima Ribattuta, trapela dalle riunioni convocate per individuare i vincitori della Nona edizione, donne e uomini capaci di esportare e rappresentare nel mondo i valori di Carli: la competenza, l’integrità e la creatività.

Anche quest’anno, la consegna alle «eccellenze italiane» delle medaglie in bronzo coniate dal Poligrafico e Zecca dello Stato, avverrà sul palco della sala della Regina, a Montecitorio. Ad applaudire, come da tradizione, sarà una platea selezionatissima, il gotha dell’economia, dell’imprenditoria e della cultura internazionale.

Ma quel giorno, il 10 maggio, sarà importante anche per un’altra ragione: debutterà pubblicamente la «Fondazione Guido Carli». Registrata il 6 luglio 2017, rappresenta la naturale evoluzione dell’Associazione che organizza il Premio.

È una struttura costituita anzitutto grazie al coraggio e alla generosità di Romana Liuzzo. Per battezzare la Fondazione, che consentirà di allargare le attività dell’associazione, la presidente ha combattuto (e vinto) una dura battaglia economica, emotiva e burocratica. Una caparbietà esemplare, che le è riconosciuta anche da altri compagni di viaggio del Premio. Si va dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia al direttore generale della Rai Mario Orfeo, dalla presidente della tv di Stato Monica Maggioni alla Co-Chief Operating Officer di Walgreens Boots Alliance, ovvero quella Ornella Barra valutata come tra le donne più influenti al mondo. Sono personalità, queste, tutte disponibili a sostenere le attività della Fondazione.

La Fondazione Guido Carli, infatti, genererà eventi lungo tutto l’arco dell’anno. Un Comitato scientifico composto da dieci persone rappresentative del migliore tessuto economico, sociale e culturale italiano sta per presentare un corposo calendario di appuntamenti, programmati in stretta collaborazione con l’università Luiss-Guido Carli: mostre, anticipazioni di libri, convegni e incontri internazionali, dalla geopolitica alla geoeconomia. Alcuni eventi sono pensati dagli amici della Fondazione, come il presidente del Coni, Giovanni Malagò, l’amministratore delegato di Enel Francesco Starace e il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri.

Insomma, la Fondazione ha già dentro si sé una squadra di altissimo valore, unita sull’obiettivo primario di trattenere le «eccellenze italiane» nel nostro Paese. In nome e per conto dell’immenso patrimonio culturale lasciato da Guido Carli all’Italia. Quel patrimonio, va da sé, sono i suoi valori.

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