Il Parlamento Europeo dice no all’abolizione dell’ora legale

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Il Pe ha chiesto al tempo stesso alla Commissione Ue una valutazione approfondita in merito al cambio biannuale dell’ora.

La risoluzione approvata oggi degli eurodeputati è stata modificata con degli emendamenti che ne hanno limitato la portata. Non si chiede più, quindi, alla Commissione Ue di proporre l’abolizione del “cambiamento semestrale”, ma solo di studiare la questione ed “eventualmente proporre una modifica” della direttiva Ue del 2000 che regola l’alternanza tra ora legale e ora solare nella Ue.

Al motto di “rispettare i ritmi circadiani”, una larga coalizione di eurodeputati (quasi tutti del Nord, Centro ed Est Europa) aveva proposto all’assemblea di Strasburgo una risoluzione comune che chiedeva alla Commissione Ue di “condurre una valutazione approfondita” della direttiva comunitaria sull’ora legale.

Il testo, composto da un paio di paragrafi, invitava inoltre Bruxelles a “formulare, se necessario, una proposta di revisione” della stessa direttiva. L’obiettivo finale degli eurodeputati promotori dell’iniziativa, tutti membri dell’Intergruppo Fine del cambio biannuale d’ora, è abolire il cambio orario e, di fatto, di seppellire l’ora legale.

“Turbare due volte all’anno l’orologio interno degli individui porta danni alla salute”, ha affermato in conferenza stampa a Strasburgo l’eurodeputata verde finlandese Heidi Hautala, “la nostra richiesta è basata su decine di studi”.

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