Cina, la polizia prova gli occhiali con il riconoscimento facciale

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 Gli occhiali sviluppati dall’azienda cinese LLVision sono in grado di riconoscere gli obiettivi in circa un decimo di secondo

In tema di avanguardia tecnologica gli asiatici sono sempre un passo avanti a tutti. Adesso milioni di cinesi si stanno mettendo in viaggio per festeggiare il Capodanno Lunare. E per essere sicuri che i festeggiamenti procedano senza incidenti, il Governo cinese ha voluto equipaggiare i poliziotti con un accessorio degno del miglior 007: degli occhiali da sole equipaggiati di una telecamera invisibile per il riconoscimento facciale.

Grazie all’intelligenza artificiale, gli occhiali indossati dai poliziotti cinesi possono identificare in tempo reale tutti i sospetti che si trovano a portata di sguardo. Questi visori sensazionali, sviluppati dall’azienda cinese LLVision, sono in grado di riconoscere gli obiettivi in circa un decimo di secondo. Secondo quanto riportato dalla stampa cinese, questi occhiali sarebbero già stati utilizzati – riscuotendo peraltro un discreto successo – dalla polizia ferroviaria di Zhengzhou. Grazie all’intelligenza artificiale, le forze dell’ordine sarebbero riuscite a riconoscere (e arrestare) 7 persone e altri 26 latitanti che viaggiavano sotto falsa identità.

Il sistema funziona come la “face-recognition” di Facebook. L’algoritmo di Zuckerberg è in grado di capire quanti (e soprattutto chi) dei vostri amici virtuali sono presenti in una foto. Allo stesso modo, i visori della LLVision confrontano in tempi record i volti inquadrati dalla telecamera con quelli dei soggetti schedati negli archivi della polizia. Infatti, a differenza delle telecamere di sorveglianza, i nuovi occhiali in dotazione alle forze dell’ordine sono collegate a un database con tutti i volti dei ricercati. “Ti dà la possibilità di controllare sempre e ovunque”. – afferma il CEO di LLVision, Wu Fei “Grazie a questi dispositivi indossabili e dotati di intelligenza artificiale, si possono ricevere riscontri accurati e istantanei. Il poliziotto, così, può decidere immediatamente come agire”.

Tutto molto bello, a parte qualche piccolo problema per la privacy“Fornire singoli esponenti delle forze dell’ordine di tecnologie per il riconoscimento facciale potrebbe rendere la sorveglianza dello stato cinese onnipresente”, spiega William Nee – ricercatore di Amnesty International –  ai microfoni del Washington Post. In effetti, con i visori della LLVision, anche l’ultimo briciolo di privacy di ogni cittadino andrà a farsi benedire. Benvenuti nel 1984.

 

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