Lazio: la disfatta di Salisburgo

Lazio

La squadra di Simone Inzaghi crolla sotto le mura austriache. Le reti di Dabbur. Haidara, Whang e Lainer interrompono la favola biancoceleste

Alla fine ci sta: è giusto che la squadra di Simone Inzaghi sia stata buttata fuori. A prescindere da tutto. A prescindere dai 55’ minuti giocati da grande squadra. A prescindere dal gol di Ciro Immobile sotto al sette. A prescindere dalla rete annullata per un fuorigioco più che dubbio e a prescindere dai lampi di genio di Luis Alberto. In semifinale di Europa League non ti puoi permettere di subire tre gol in 4 minuti e 6 secondi.

Nell’infrasettimanale d’Europa più pazzo di sempre ne abbiamo viste di tutti i colori: la Roma capace di schiantare il Barcellona di Valverde come fosse il Benevento di De Zerbi. La Juve in grado di fare l’impresa al Bernabeu ma che poi viene sbattuta fuori all’ultimo secondo. E visto che non c’è mai due senza tre, anche la squadra di Simone Inzaghi silurata in maniera rocambolesca dalla sorpresa Salisburgo.

La benzina è finita. Le gambe cominciano a pesare. E la panchina non è assolutamente in grado di dare un pò di fiato agli 11 titolari. Questo può capirlo anche un tifoso della Pagnotta. Ma per i giocatori della Lazio (e per il suo mister) è arrivato il momento di guardarsi negli occhi. Perché buttare al vento una stagione così bella? Alla fine, rispetto agli anni passati, i quarti di finale di Europa League rappresentano comunque un bel passo in avanti. E poi ci sono quei pazzi dei tifosi che riempiono il settore ad ogni trasferta. Anche questo è un motivo d’orgoglio.

Cosa resta? Un derby da vincere e un terzo (ma va bene anche quarto) posto in classifica da conquistare. I giocatori devono ripartire da questo, così da potersi guardare indietro e sorridere del sentiero percorso. Senza rimorsi e senza rimpianti. Solo con la voglia di lavorare ogni giorno di più, perché la sconfitta di ieri non rappresenti solo una brutta batosta, ma una folle sbronza adolescenziale che ti serve a capire che certi errori non vanno più commessi. Magari anche in Champions League.

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Un Commento

  1. marco said:

    bravo! bell’articolo, un peccato veramente, questa poteva essere un occasione più unica che rara di poter vincere la coppa amche perché le squadre non sono irresistibili
    … sarà per la prossima volta… ciao marco.

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