La Lazio espugna Firenze contro ogni ingiustizia

Lazio

Prestazione magistrale della compagine di Inzaghi. Luis Alberto, Caceres e Felipe Anderson rispondono alla tripletta di Veretout e agli orrori di Damato

Che Lazio! Partita da cardiopalma all’Artemio Franchi di Firenze. La squadra di Simone Inzaghi schianta la Fiorentina di Pioli con una prestazione da 10 e lode. Contro tutto e contro tutti: contro le scorie post Salisburgo, contro l’affaticamento del derby, ma soprattutto, contro gli orrori di Damato.

Si. Perché purtroppo a fare notizia, oltre alla fantastica rimonta, sono le clamorose sviste (si possono davvero definire tali?) del direttore di gara. Non si contano più sulle punte delle dita le ingiustizie subite dalla compagine di Inzaghi in questo campionato (vedi qui). Qualche volta il club capitolino si è dovuto arrendere agli stupri arbitrali e alle anomalie della Var. Ma questa sera i biancocelesti si sono davvero superati, regalando un sorriso a trentadue denti ai mille tifosi presenti sugli spalti.

Le polemiche nascono nei primi minuti. Sacrosanta l’espulsione di Sportiello che prende la palla con le mani fuori l’aria di rigore. Rosso diretto con il beneplacito della Var. Poi a Damato comincia a girare la testa. Dragowski lancia lungo con Chiesa e Murgia rincorrono il pallone. L’esterno viola, in versione Tania Cagnotto, si diletta in un tuffo da podio olimpico. Per il direttore di gara non ci sono dubbi: punizione per i viola e rosso diretto per il centrocampista laziale. E dalla scellerata decisione di Damato arriva il gol su punizione di Veretout. 1 a 0 e palla al centro.

La squadra di Inzaghi non si demoralizza e continua a proporre il suo gioco. Ma nel migliore momento dei biancocelesti Damato tira fuori un’altra freccia dal suo arco per trafiggere la squadra capitolina. E’ il 29esimo del primo tempo quando Luiz Felipe va a contrasto in area di rigore con Biraghi. Per il direttore di gara, ancora una volta, non ci sono dubbi: calcio di rigore per i viola. E’ la sagra degli orrori. Il difensore brasiliano prende palla piena. Di un fallo neanche l’ombra. Ma certe cose senza l’ausilio della Var sono difficili da vedere. 2 a 0 e palla al centro.

A questo punto viene spontaneo chiedersi il perché di tutto questo. Damato consulta la Var solo quando Hugo e Pezzella travolgono in area Lucas Leiva, ma non quando Luiz Felipe prende (senza fallo) la palla a Biraghi. Senza parlare del rigore non concesso (giustamente) ad Immobile per un precedente fuorigioco. Ma anche in questo caso Damato si fa aiutare dalla Var. “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova” diceva Agatha Christie. Come mai la tecnologia viene chiamata in causa solo ed esclusivamente per penalizzare i biancocelesti? A pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca.

Ad ogni modo la compagine di Inzaghi è riuscita nell’impresa. Una prestazione sontuosa di Felipe Anderson, i lanci illuminanti di Luis Alberto, i palloni arpionati da Lucas Leiva, la fisicità di Milinkovic e le galoppate di un inesauribile Ciro Immobile hanno reso possibile tutto questo. Un 4-3 che rende ancora più avvincente questa corsa Champions. Un 4-3 contro contro una Fiorentina che non perdeva da 8 partite. Un 4-3 contro gli stupri arbitrali e i meschini giochi di palazzo. Una remuntada da brividi in pieno stile Lazio: contro tutto e contro tutti.

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