Una grande Lazio e quella voglia di vincere che non si vedeva da tempo

Lazio

La squadra di Simone Inzaghi affonda il Torino grazie alla rete di Milinkovic Savic. Adesso la Champions è più vicina

E’ una Lazio da applaudire. Una squadra che perde il suo bomber (in piena corsa per la scarpa d’oro) a pochi minuti dal fischio d’inizio. Una squadra che vede una delle sue stelle, Luis Alberto, sbagliare il rigore del possibile uno a zero. Una squadra che allo scoccare del secondo tempo perde Stefan Radu per infortunio. Ma è anche una squadra che vince contro tutto e contro tutti, arbitri e VAR inclusi (vedi qui). In parole povere: è una Lazio matura, che impone il suo gioco in trasferta come all’Olimpico.

Il lavoro svolto dietro le quinte da Igli Tare sta cominciando a dare i suoi frutti. Giocatori sconosciuti presi a buon mercato stanno dimostrando che testa e cuore vincono sempre contro denaro e fondi d’investimento (per ulteriori informazioni chiedere a Suning e Mister Li). Con questa grinta tutto è possibile.

Perché quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E chi se non Sergej Milinovic Savic, il gigante da 100 milioni, poteva sbloccare un match che aveva preso una brutta piega. Lui, che quando c’è da andare a contrasto non tira mai la gamba indietro. Che si tuffa con coraggio su ogni palla alta. Che in quei minuti in cui la Lazio si gioca una stagione intera prende la sua squadra sotto braccio e la trascina verso la vittoria (e probabilmente tra le grandi d’Europa).

“Ci sono ancora tre partite e saranno tre finali. – ha dichiarato il centrocampista serbo ai microfoni di Sport Mediaset – Speriamo di arrivare in Champions. Abbiamo giocato bene oggi e ora siamo lì. Abbiamo avuto diverse occasioni per chiudere prima il match, ma l’importante era vincere. Sull’Inter adesso abbiamo un bel vantaggio, ma vogliamo vincerle tutte comunque. Mio fratello? Dopo ci vado a parlare”.

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