Lazio, Diaconale a 360°: “La Lazio doveva conquistare prima la Champions”

Diaconale

Dopo la disfatta contro l’Inter di Luciano Spalletti il direttore della comunicazione tira le somme sulla stagione passata: “De Vrij? Soltanto un errore…”

Sono giorni difficili in casa Lazio. La disfatta rimediata contro l’Inter è una di quelle ferite difficile da ricucire. E come se non bastasse, si fanno sempre più insistenti le voci di calciomercato che vogliono i big biancocelesti lontano da Roma. Sulla punta napoletana sembra essere piombato il Milan di Gennaro Gattuso. Milinkovic Savic, neanche a dirlo, è destinato a divenire “l’uomo mercato” dell’estate 2018. Sulle tracce del gigante serbo ci sono PSG, Manchester United, Manchester City e Juventus. Luis Alberto, secondo i media nazionali, è già un giocatore del Barcellona, e Simone Inzaghi è destinato a fare le fortune di un’altra squadra.

Tutte balle? Forse. Fatto sta che tutto questo chiacchierare non fa che nuocere al collettivo biancoceleste, che dopo le tre sberle rimediate dall’Inter non sta vivendo una situazione troppo felice. E Federsupporter, la voce dei piccoli azionisti, non sembra aver preso troppo bene i titoli della stampa nazionale che vogliono tutti i big biancocelesti via da Roma (vedi qui).

Arturo Diaconale, direttore della comunicazione biancoceleste, ha voluto fare un bilancio della passata stagione: “Il rammarico per aver perso negli ultimi dieci minuti di campionato la prospettiva della Champions League c’è tutto. Ma è un rammarico che prevede anche il fatto di calcolare che in realtà questa prospettiva la Lazio l’avrebbe dovuta cogliere tre settimane prima. Vincendo la partita con l’Atalanta e vincendo la partita con il Crotone, presentandosi alla partita con l’Inter con un vantaggio che garantiva la tranquillità. Errori arbitrali? Sicuramente, se io faccio il calcolo dei punti mancanti per circostanze non fortunate, definiamole in questo modo, io penso che la Lazio sarebbe entrata in Champions League molto tempo prima, ci mancano almeno 6 o 7 punti”.

Poi un punto sulla situazione psicologica del club capitolino: “Non so se abbia sbagliato Inzaghi o se l’equilibrio psico-fisico della squadra sia saltato dopo le vicende che hanno portato al pareggio su rigore. Perché subito dopo il pareggio su rigore dell’Inter c’è stata l’espulsione di Senad Lulic, un’espulsione oggettivamente forse eccessiva. Quando ti ritrovi in parità con la squadra avversaria, perdi un uomo e devi giocare gli ultimi dieci minuti della partita in dieci contro chi invece ha ripreso vigore, dopo che per tre quarti di partita aveva subito le iniziative della Lazio, aumenta la difficoltà psicologica. Inzaghi non avrebbe dovuto sostituire Ciro Immobile? Era oggettivamente stanco”.

E infine, un’ultimo pensiero sull‘Olandese“Credo che de Vrij abbia commesso un errore nell’ambito di una partita in cui si era comportato nel migliore dei modi. A tutte le illazioni, i sospetti e le voci io non credo, il ragazzo è un professionista serio e si è comportato in maniera seria per tutto il campionato e anche in quest’ultima partita, si trovava in una situazione decisamente non facile. Sul rigore c’è stato un errore che nel calcio può capitare. Il bello del calcio e l’aspetto più affascinante è che ha dei margini d’errore imprevedibili, l’imprevedibilità ha giocato a sfavore della Lazio questa volta”.

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