Teatro Valle, gli occupanti leveranno le tende il 10 agosto

teatro valle
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Sembra avviarsi verso una soluzione pacifica la vicenda dell’occupazione del Teatro Valle di Roma.
Gli attivisti, infatti, hanno comunicato la loro disponibilità ad uscire dalla struttura il 10 agosto, rendendosi  quindi disponibili ad accettare i termini della proposta avanzata dal Teatro di Roma in merito al futuro assetto dello storico teatro capitolino.
In questi dieci giorni la Fondazione Teatro Valle Bene Comune, espressione degli occupanti, potrà analizzare la convenzione che gli è stata sottoposta e partecipare ad una serie di incontri con l’Assessorato alla Cultura ed il Teatro di Roma.
L’idea è quella di trasformare il Teatro Valle in un “teatro partecipato”, ma la definizione del concetto è ancora piuttosto nebulosa e necessita di ulteriori approfondimenti.
Sembra così scongiurato un atto di forza con l’intervento delle forze dell’ordine, con uno sgombero forzato le cui conseguenze sarebbero difficili da prevedere, sia sotto l’aspetto dell’ordine pubblico che sotto quello dei rapporti tra occupanti ed Amministrazione capitolina. E sembra così anche scongiurata l’ipotesi della privatizzazione del “Valle”, il vero spauracchio degli attivisti.
La prossima tappa della vicenda sarà rappresentata dalla riconsegna del Teatro alla Sovrintendenza, che ne curerà il restauro. Alla luce della dinamica dei fatti, è lampante come l’entrata in scena del neo Assessore alla Cultura del Comune di Roma Marinelli, per anni collaboratrice del compianto Gianni Borgna, abbia sbloccato la situazione.
Fosse stato per Ignazio Marino, staremmo ancora impantanati nella situazione del muro contro muro.

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