Tassi fissi vicini allo zero: dopo il calo della prima parte dell’anno, torna di moda la Surroga

mutuo

Sembrava fosse arrivata la fine per la Surroga mutuo, o meglio, se non proprio la fine, un deciso ridimensionamento.

Questo era il punto della situazione che veniva fatto alla fine del secondo semestre del 2018, poco prima che cominciassero le tanto attese vacanze estive: il prodotto finanziario tra i più gettonati degli ultimi anni sembrava, infatti, essere arrivato al suo capolinea naturale, dopo aver contribuito a “ripulire” un settore che fino a non molto tempo fa non navigava in ottime acque.

Riassumiamo velocemente le caratteristiche principali della Surroga e spieghiamo perché è stato uno strumento che ha portato grandi novità nel mondo dei mutui.

Nel 2007, con il Decreto Bersani, il meccanismo della Surrogazione, idealmente istituzionalizzato dal Codice Civile fin dal 1942 ma nei fatti non attivo per carenza di norme specifiche, diventa uno strumento efficace che permette ai cittadini di rinegoziare le condizioni contrattuali di un mutuo già in essere. La Legge Bersani, infatti, stabilisce che è possibile rivolgersi a un istituto di credito diverso, rispetto a quello con cui si è stipulato il contratto, per modificare il tasso di interesse, ed eventualmente la durata del mutuo, senza variare l’importo e senza dover pagare un euro per la pratica burocratica necessaria.

È facile capire come l’introduzione di questa normativa abbia liberalizzato il mercato, consentendo a quei clienti che dovevano accettare obtorto collo le condizioni che l’istituto offriva loro ed erano costretti a restare legati alla banca originaria per tutta la durata del contratto, anche se le condizioni economiche generali cambiavano e i tassi di interesse scendevano, di ritrovarsi con un mutuo più economico di quello di partenza.

La Surroga ha svolto un ruolo fondamentale in questi anni di crisi, sostenendo tutto il settore dei mutui, che ha, nel contempo, registrato un netto calo delle richieste di finanziamenti ipotecari ex novo.

Il primo trimestre del 2018 ha però registrato un netto calo delle richieste di Surrogazione, dato interpretato come naturale conseguenza di quanto successo negli anni precedenti, quando la maggior parte dei clienti ha ricontrattato un nuovo mutuo, saturando, di fatto, il mercato. Tuttavia i dati del secondo trimestre e quelli parziali relativi al terzo sembrano rimettere tutto in discussione, perché le richieste di trasferire il mutuo in altro istituto di credito sono di nuovo aumentate, arrivando a sfiorare le percentuali degli anni d’oro.

Ciò molto probabilmente avviene sia per l’allarme scattato quando si è insediato il nuovo governo e lo spread ha cominciato a salire, che spinge chi ha un mutuo a tasso variabile a mettere al sicuro il suo investimento, sia per i tassi di interesse che continuano a scendere, arrivando a sfiorare percentuali vicino allo zero.

Le condizioni economiche attuali, infatti, fanno sì che richiedere la Surroga a tasso fisso sia da considerarsi un affare, visto che non esiste un limite ed è possibile ricorrervi anche nel caso di mutuo già rinegoziato.

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