Gli iGen e i risparmi: preferiscono le banconote alle monete elettroniche

iGen

A loro discolpa possiamo dire che sono nati in un periodo storico caratterizzato da grandi trasformazioni di tipo sociale, culturale e tecnologico, trasformazioni talmente grandi, e veloci, da confonderli.

Stiamo parlando dei giovani iGen, i ragazzi della Generazione Z, e del loro rapporto con il denaro.

Dai dati di uno Studio realizzato da Feduf e da DoxaKids emerge quanto i nati tra il 1995 e il 2010 abbiano una percezione dei soldi completamente  diversa rispetto a quella dei loro genitori; sarà che hanno, e i più piccoli hanno sempre avuto, a che fare con una moneta “inconsistente” e liquida, ma sembra che i teen agers di oggi preferiscano di gran lunga le banconote di carta, quelle che i nonni mettevano sotto il materasso, alle modernissime carte prepagate dotate di tecnologie avanzate o alle App che trasformano gli smartphone in portafogli elettronici.

Ebbene sì, nonostante siano sempre connessi e dormano con il cellulare sotto il cuscino, solo il 35% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni è titolare di un conto corrente, fa acquisti sul Web, a fronte del 56% raggiunto dai cugini europei. Due giovani italiani su tre preferiscono acquistare presso i negozi fisici e i soldi – quelli non mancano, visto che circa l’87% degli intervistati dispone di un piccolo budget e la metà ha una paghetta fissa su cui contare – li conservano nel salvadanaio.

In pratica, nonostante i ragazzi della Generazione Z abbiano più strumenti finanziari dei loro genitori, basta pensare al conto corrente giovani, che offre  carte prepagate e App dedicate, tanto per fare un esempio, e siano naturalmente portati a utilizzare al massimo la tecnologia oggi disponibile, sulla gestione del denaro sono più tradizionalisti dei loro nonni vissuti negli anni ‘50.

Quanto affermato sembra un paradosso, ma ha una sua spiegazione.

I giovani non hanno un’adeguata educazione finanziaria al passo con i cambiamenti che sono avvenuti negli ultimi decenni. Non hanno idea di cosa significa fare investimento a medio-lungo termine e hanno imparato che l’acquisto serve per soddisfare un’esigenza immediata; non hanno, dunque, la necessità di accantonare i soldi su un conto corrente, perché non sentono la necessità di accantonare qualcosa per il futuro.

Ciò dipende principalmente dal fatto che sono figli di consumatori che, a causa della crisi economica dell’ultimo decennio, sono stati costretti ad affrontare problemi economici non indifferenti e non hanno potuto essi stessi fare progetti a lungo termine, troppo impegnati a sopravvivere nel presente.

Gli esperti lanciano l’allarme: bisogna porre rimedio quanto prima, educando le nuove generazioni a un nuovo approccio economico ed il rinnovamento culturale deve partire, molto probabilmente, dai banchi di scuola, sui quali i giovani dovrebbero cominciare ad imparare non solo l’italiano e la storia, ma anche a diventare consumatori e cittadini responsabili.

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