Lazio…adesso BASTA! Che disfatta a Francoforte!

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Prestazione indegna degli uomini di Inzaghi: retroguardia da incubo ed errori da “pulcini”

Doveva essere la partita del riscatto, invece è stata un’altra “Caporetto“. La Lazio esce da questa partita (sempre ammesso che si possa definire tale) piena di lividi e cerotti.

Tutti colpevoli: poche idee in testa e zero fiato nei polmoni. Ma in una serata dove il migliore dei biancocelesti è da 5 in pagella, emergono tutte le colpe di un reparto difensivo assolutamente inadeguato per gli standard della competizione: Acerbi non azzecca una chiusura (e purtroppo neanche un lancio lungo) e Wallace sembra un palo della luce. Senza contare l’inspiegabile leggerezza di Dusan Basta che ha lasciato in 10 i suoi compagni di squadra.

Non contento, nel secondo tempo anche Correa decide di abbandonare prematuramente il campo di gioco. Un fallo a metà campo completamente inutile che costringe i compagni a disputare in nove il resto della gara. Doveva convincere Simone Inzaghi e probabilmente ci è riuscito, ma in negativo. Se qualcuno si chiedeva perché “El Tucu” non avesse ancora trovato spazio, ecco chiarito ogni dubbio. In una competizione del genere, con un uomo in meno e un gol da recuperare, non puoi lasciare libero sfogo all’istinto. Il ragazzo ha numeri e personalità, ma a questi livelli la tecnica è nulla senza il controllo.

Milinkovic è solo un ricordo sbiadito dell’anno passato. Saranno le voci di mercato e l’implacabile voglia di Real Madrid, ma di questo passo il centrocampista serbo il massimo obiettivo a cui può aspirare è nell’undici dei flop 2018-2019. E con lui anche Luis Alberto. Immobile, frustrato come il resto dei compagni, si intestardisce nel cercare la soluzione personale. Peccato che anche lui, se non per qualche battibecco con (l’impeccabile) Hasebe, non abbia fatto assolutamente nulla per mettere la firma sulla cronaca del match.

I quattro gol subiti evidenziano tutte le lacune di un apparato difensivo assolutamente disastroso. Inzaghi, da qui a dicembre, dovrà lavorare incessantemente sui meccanismi difensivi. Ma Acerbi non è De Vrij, e quando si tratta di impostare l’ex Sassuolo riuscirebbe a far rimpiangere anche i piedi di Cribari. Wallace e Bastos non sono giocatori affidabili e probabilmente non lo saranno mai. L’unico con ampi margini di crescita sembra il giovane Luiz Felipe, ma di questo passo il talento brasiliano rischia di  bruciarsi tra gli orrori e la mediocrità dei compagni di reparto.

Poi verrà gennaio, sperando che Lotito si metta una mano sul cuore (e l’altra sul portafogli) per regalare al suo allenatore un difensore degno di questo nome. Lo spera Inzaghi, e con lui tutti i tifosi laziali.

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