Ecco il primo drone salva-vita: trasporta organi, sangue e medicinali

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E’ il primo drone sul mercato a fornire questo genere di servizi: viaggerà su medie distanze (fino a 70 chilometri) a una velocità di 70 km all’ora

Tra qualche anno, oltre ai quadricotteri per le consegne di Amazon, sulle nostre teste voleranno anche i droni salva-vita. Trasporteranno sacche di sangue, organi e medicinali negli ospedali italiani. Grazie all’idea di due giovani italiani, co-fondatori di ABzero, tutti i pazienti saranno curati con maggiore tempestività.

Sono droni dalle dimensioni molto importanti, ma non per questo meno agili. Hanno sei eliche e montano 3 gps. Ma soprattutto sono equipaggiati di una capsula intelligente capace di contenere fino a 10 sacche di sangue per ogni trasporto, a un costo che si aggira tra i 100 e 150 euro per ogni viaggio.

Dopo il primo test di stamane all’ospedale di Pontedera, molti istituti sanitari si sono detti interessati ad avviare una fase di sperimentazione: Piacenza, Bari, Como ed Isernia (soltanto per citarne alcuni). “Il sangue si conserva ottimamente durante il volo – ha spiegato Fabrizio Niglio, direttore del centro trasfusionale dell’ospedale di Pontedera – Ci auguriamo di cominciare i voli entro la fine dell’anno. Mi farò promotore della nuova tecnologia presso altri plessi ospedalieri italiani”.

E’ il primo drone sul mercato mondiale a fornire questo tipo d’assistenza. L’apparecchio non necessita di una guida telecomandata. Al suo interno è presente un software per l’utilizzo da parte dello staff sanitario, che si limiterà esclusivamente ad inserire il punto di destinazione. Al resto ci penseranno le 6 eliche e i 3 gps di equipaggiamento. E non ci sarà vento, temporale e stormo d’uccelli che regga: il drone di ABzero arriverà comunque a destinazione.

Un’intuizione geniale, arrivata per caso a questi due ragazzi, uno ingegnere e l’altro architetto: “il nostro progetto è cominciato per caso, da una discussione, una parola lanciata lì come a stuzzicare la mente dell’altro, una frase detta distrattamente per passare senza indugio all’idea “… ma se trasportassimo il sangue con i droni…?”. Da allora la nostra vita è cambiata”. E speriamo che cambi anche il settore della sanità.

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