Malesani: “Il calcio si è dimenticato di me, i social mi hanno rovinato”

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Il duro sfogo del tecnico veronese: “Sono stato deriso e sbeffeggiato per i miei modi, meritavo di finire meglio la carriera”

Sono passati più di quattro anni dall’ultima apparizione di Alberto Malesani su una panchina di serie A. Era il 29 gennaio 2014 quando il presidente del Sassuolo, Giorgio Squinzi, decise di esonerarlo per far posto a Di Francesco,

Il tecnico veronese, ai microfoni del Corriere dello Sport, ricorda quei momenti con l’amaro in bocca: “Il calcio mi manca, è stato la mia vita e dentro ora ho un vuoto, ma a quanto sembra io al calcio manco poco. E’ caduta la stima nei miei confronti, qualcuno mi ritiene a fine corsa e ha voluto che la mia carriera finisse, ma le colpe principali sono le mie. E poi i social mi hanno rovinato”.

“Mi hanno chiamato in tanti a fare l’opinionista, ma dopo tre volte che ci sono andato ho detto basta, perché non ce la faccio a criticare gli allenatori, magari non sapendo come lavorano e in quale realtà lavorano. Per come intendo io il calcio la figura dell’opinionista mi sembra una contraddizione”.
“La gestione è una delle componenti principali del calcio, – prosegue il tecnico veronese – se uno non sa gestire lo spogliatoio non può fare l’allenatore. A me danno tremendamente fastidio gli scimmiottatori. Va di moda il calcio di Guardiola? Bene, si fa di tutto per scopiazzarlo. Ma è un errore, perché ognuno deve esprimere se stesso, rispettare i valori tecnici e tattici dei propri giocatori. Tu puoi girarla come vuoi, ma se non hai qualità dove vuoi andare. I guru nel calcio non esistono. Ora sento parlare di tiki taka, di calcio circostazionale, di come si devono allenare i calciatori. E’ tutto sbagliato, mi viene da sorridere, perché gli allenatori devono pensare invece a come allenarsi. Come devono allenarsi? Devono crearsi anche loro un menù e una didattica da seguire quotidianamente. Il loro futuro sarà questo. E sentendomi ancora più un allenatore, parlo anche per me. Anche se io su questo menù e sulla didattica ho cominciato a lavorare da tempo”.
Infine, un’ultima parentesi sul mondo dei social: uno mondo violento e pericoloso che, a detta di Malesani, ha stroncato la sua lunghissima carriera: “Sono stato giudicato per le immagini e non per il lavoro che ho fatto sul campo come avrebbe dovuto essere, le mie esternazioni, le mie espressioni, il mio modo di essere persona e di evidenziare la passione per il calcio sono stati ripresi dai social e di conseguenza sono stato deriso e sbeffeggiato. Non ci sono altri motivi. Questa è solo una convinzione? Me la dia lei allora un’altra spiegazione. Perché è come se il calcio si fosse dimenticato di me, cosa ho fatto di male?”.

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