Salute: una ricerca spiega il meccanismo con cui prendono il via le teorie del complotto

teorie

Fake news e cattiva informazione sono un cocktail micidiale, utile solo alla diffusione di improbabili teorie della cospirazione. Alle quali in molti abboccano.

Ricercatori dell’Università di Exeter hanno pubblicato su Health Communication un interessante studio incentrato sulle modalità con cui dati errati o passibili di un’interpretazione sbagliata possano generare una cosiddetta “teoria del complotto”. Un’innocente notizia dai contorni incerti può così trasformarsi un un pericoloso boomerang, tale da influenzare negativamente milioni di persone.

“Abbiamo scoperto che le teorie del complotto possono essere diffuse in modo implicito, ad esempio se un articolo di giornale include dettagli non collegati che potrebbero essere interpretati erroneamente, perché poi cerchiamo naturalmente di integrare tutte le informazioni presentate. I dettagli vaghi possono diffondere credenze legate alla cospirazione, anche se il giornalista non ha intenzioni malevole”, spiega Ben Lyons, ricercatore che ha condotto lo studio.

Ma gli esperti come sono giunti a queste deduzioni? Gli è bastato reclutare un migliaio di persone provenienti dagli Stati Uniti ed è stato successivamente chiesto loro di leggere articoli riguardanti la salute pubblica. Uno in particolare citava alcune notizie sull’epidemia di Zika e sul fatto che si lasciava intendere questa fosse la conseguenza della liberazione di zanzare geneticamente modificate da parte di una filiale di un’azienda farmaceutica, con l’obiettivo di generare la necessità di un vaccino, il che ovviamente avrebbe generato profitti aziendali. Il fatto che proprio le zanzare geneticamente modificate siano state rilasciate dopo l’epidemia per controllare la diffusione della malattia è stato rimosso, contraffatto, e la gente ha avvalorato deduzioni campate in aria.

Dichiara Lyons che “la disinformazione sulla salute è una preoccupazione crescente. Speriamo che questo studio contribuisca a fornire una comprensione più approfondita della trasmissione delle convinzioni sulle teorie del complotto, in particolare del ruolo potenziale dei media. L’attuale ciclo di notizie sulle 24 ore potrebbe portare i media a presentare ospiti che fanno accenni a informazioni false o storie più nefaste di quanto non lo siano le prove evidenti”.

Articoli correlati

*

Top