Le e-cig sono davvero nocive per la salute?

e-cig

Uno studio della Duke University propenderebbe per il sì, avendo rilevato un dannoso composto chimico che si forma solo durante la vaporizzazione.

Considerate innocue per la salute dei fumatori, ora le e-cig salgono sul banco degli imputati dopo che una ricerca portata avanti da un gruppo di studiosi della Duke University in Usa ha scoperto la formazione di una nuova (e nociva) sostanza chimica che non compare tra gli ingredienti.

Il motivo di tutto ciò risiede nel fatto che questa viene creata esclusivamente durante lo svapo della sigaretta elettronica ed è capace di irritare le vie respiratorie, creando possibili rischi alla salute.

Sven Jordt, professore di farmacologia e componente del team degli autori dello studio pubblicato su Nicotine and Tobacco Research, sostiene che “i consumatori non hanno la più pallida idea in merito a cosa si espongano quando svapano. Anche nel caso in cui sulle e-cig siano scritti i presunti ingredienti. Questo non appare. La nuova sostanza chimica identificata va ad irritare le terminazioni nervose della gola, crea infiammazione cronica e ciò può portare ad asma e enfisema”.

“Le sigarette elettroniche –  sostiene la ricerca – funzionano riscaldando un liquido chiamato ‘e-juice’, composto di sapori vari, propilene di glicolo, glicerina e spesso nicotina. Tutte ciò viene quindi scaldato e vaporizzato. Proprio nel processo di vaporizzazione si forma il composto chiamato ‘acetale di aldeide PG’. Ed è questa la sostanza che raggiunge le vie respiratorie.

Il motivo per il quale il composto non è menzionato tra gli ingredienti basilari, quindi, è perché si forma durante la vaporizzazione, e subdolamente chi fuma illudendosi di farlo in maniera innocua non è informato su cosa sta incamerando.

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Un Commento

  1. Frank said:

    Bufala:
    1- è noto (quindi non è e non era sconosciuto) che alcuni liquidi (quindi non le sigarette elettroniche ma solo alcuni liquidi americani non prodotti in Europa) producono aldeidi se riscaldati oltre una certa temperatura (300 gradi alla quale spesso non arriva la sigaretta elettronica, ma solo dai vaporizzatori doppia batteria da competizione per cloud chasing)
    2- Le aldeidi contenute nel vapore emesso da alcuni liquidi americani da inalazione aromatizzati e riscaldati ad alte temperature (dai 300 gradi in su), hanno livelli inferiori del 99,8 per cento rispetto al fumo di sigarette e sono inferiori a quelli registrati in un comune ambiente chiuso e inferiori ai limiti previsti per la sicurezza sul lavoro (livelli che peraltro vengono superati in grandi città come Milano), quindi gli agenti irritanti che esistono e sono prodotti in alcuni casi limite nelle sigarette elettroniche, sono meno dannosi dell’aria delle città italiane più inquinate..
    3- nell’articolo non viene fornita la fonte dell’esperimento nè la metodologia; ricercando online l’articolo originario si appura che fu fatto per scopi leggermente diversi, dice cose leggermente diverse ed ha conclusioni leggermente diverse; con studi accettati dai governi di Spagna Francia Inghilterra ed altri, (https://www.sigmagazine.it/2018/03/farsalinos-smentisce-allarme-aldeidi/) al massimo si può dire che ALCUNI LIQUIDI NON VENDUTI IN EUROPA, UTILIZZATI CON ALCUNE SIGARETTE ELETTRONICHE, PRODUCONO ALCUNI AGENTI IRRITANTI IN MISURA INFERIORE A QUELLO PRESENTE NEI LUOGHI CHIUSI E INFERIORE A QUELLO PRESENTE NELL’ARIA DI GRANDI CITTÀ E IN MISURA DEL 99,8% INFERIORE ALLE SIGARETTE DI TABACCO..
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