Vaccini, il bel gesto di alcuni bambini verso una compagna immunodepressa

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E’ successo a Baone, in provincia di Padova, dove un’intera classe si è vaccinata per proteggere una compagna molto particolare.

In una scuola primaria veneta è accaduto un episodio che va simbolicamente in controtendenza alle velenose polemiche aizzate dai no-vax, disinteressati alle fasce più deboli della nostra popolazione. Per proteggere una compagna immunodepressa la totalità degli alunni di una classe ha deciso (ovviamente dopo aver ottenuto il consenso dei genitori) di vaccinarsi contro l’influenza.

Tutto ciò per schermare la piccola che invece non può farlo, essendo il suo sistema immunitario compromesso, con il virus stagionale che rappresenterebbe così un grave rischio, un pericolo tale da metterne a repentaglio l’incolumità. Da qui la decisione degli scolari (una ventina), insieme ai loro genitori ed alle tre maestre di vaccinarsi in gruppo costituendo così una barriera simbolica tra la compagna e l’influenza.

In medicina tale fenomeno va sotto il nome di “immunità di gregge”, creata da alti livelli di copertura vaccinale che impedisce la circolazione di virus e batteri. Di conseguenza vengono protette dall’infezione anche i più deboli e cioè le persone che per le proprie condizioni di salute non possono essere sottoposte a vaccinazione.

“In un mondo spesso concentrato sull’interesse personale, questi bambini insieme alle loro famiglie e ai loro insegnati ci insegnano molto”, fa notare il Direttore generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta per il quale “l’Altro, a quello che evangelicamente viene definito ‘il prossimo’ ovvero al nostro compagno di banco, al nostro vicino di casa, al nostro dirimpettaio di scrivania, si può donare il nostro tempo, la nostra attenzione, la nostra capacità di capire, facendoci carico del senso della comunità e del suo benessere. Gesti come questo – ha concluso Scibetta – hanno una grande importanza nel concreto, ma anche un significativo valore simbolico: ci fanno ben sperare per il futuro, un futuro abitato da uomini e donne consapevoli della bellezza e dell’utilità di essere cittadinanza attiva. Grazie di cuore per questo atto di solidarietà, strumento di prevenzione e di equità”.

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