Calcio: Catanzaro, il Daspo collettivo fa altre 37 “vittime”

daspo

Nato come un mezzo per contrastare la violenza negli stadi, l’utilizzo del Daspo sta diventando via via sempre più indiscriminato.

Può la rottura di un vetro di un autobus pubblico causare l’emissione di 37 Daspo? Si, ed è proprio quanto accaduto in occasione della partita di calcio valevole per il girone meridionale della serie C  disputata tra Catania e Catanzaro l’11 novembre scorso nella città etnea. L’incontro, considerato ad alto rischio per la ruggine esistente tra le opposte tifoserie, ha giustificato la decisione da parte delle Forze dell’Ordine di far abbandonare i mezzi privati da parte dei tifosi e di caricarli su autobus pubblici per trasferire i supporters calabresi (poco più di un centinaio) dal casello autostradale fino allo stadio Massimino.

Questi ultimi, snervati dall’eccessiva durata delle perquisizioni preventive e consci di dover ormai entrare nello stadio a partita abbondantemente iniziata (entreranno al 35esimo del primo tempo) alla notizia del primo goal del Catanzaro (l’incontro terminerà con il risultato di 0-2) hanno ecceduto nei festeggiamenti, dal momento che uno dei due bus che li trasportava è stato fatto oggetto di danneggiamenti. Constatata la rottura del vetro ed identificato il responsabile, nelle successive fasi della trasferta tutto si è svolto nell’ordinaria regolarità.

Ma nulla lasciava presagire l’epilogo della faccenda, e cioè il Daspo collettivo affibbiato dalla Questura di Catania a tutti i 37 occupanti del bus. In conseguenza di ciò, l’attività degli Ultras Catanzaro 1973, il gruppo storico che da 45 anni dirige il tifo catanzarese (già colpito negli anni passati da decine di Daspo), ha deciso di sospendere temporaneamente la sua attività, diramando contestualmente il seguente comunicato: “ancora una volta siamo ostaggio degli abusi di potere, ancora una volta siamo costretti a dover sospendere le attività. Falcidiati in questi anni dalla continua repressione messa in atto dalle forze dell’ordine ci troviamo con tutti i militanti diffidati e molti dei quali costretti ad andare in questura a firmare. Preso atto di questa situazione e con la serietà che ci contraddistingue da 45 anni sospendiamo le attività sia in casa che in trasferta ma continuando la nostra lotta fuori dagli stadi, il gruppo resta in vita e prosegue la sua attività con le riunioni settimanali e presenziando le strade di questa città, aspettando il prossimo rientro di alcuni militanti da vecchi Daspo in modo tale da poter garantire un minimo di esperienza al gruppo. In occasione degli incontri casalinghi disputati dal Catanzaro calcio una parte della curva Massimo Capraro sarà delimitata e lasciato un quadrato vuoto in segno di protesta e contestualmente di rispetto per i nostri diffidati. Inutile dilungarci con frasi fatte o manifestare il nostro odio che in questo momento è alle stelle, sappiate solo “Tanto torniamo tutti”.

Insolita la presa di posizione da parte della società, a testimonianza dell’anomalia della pesante decisione della Questura di Catania, che ha dichiarato di voler provvedere all’assistenza legale di chi dei 37 si vorrà opporre ai provvedimenti, avvalendosi del legale catanzarese Alfredo Gualtieri, avvocato del gruppo di controllo della US Catanzaro 1929 . “sin da subito – spiega il presidente Floriano Noto – abbiamo ritenuto davvero abnorme quanto comminato ai nostri supporter dalla Questura di Catania anche perché i provvedimenti hanno riguardato tutti indistintamente, senza ricercare le responsabilità di chi si è reso protagonista di qualche gesto sconsiderato. Si è colpito nel mucchio, come si suol dire, punendo professionisti, padri di famiglia, semplici tifosi che nulla hanno fatto per meritare una sanzione così grave. Per questo congiuntamente all’avvocato Gualtieri – prosegue – abbiamo deciso di aiutare con un’assistenza legale gratuita tutti coloro che vorranno ricorrere, consapevoli che sarebbe un’ingiustizia negare l’accesso allo stadio, per periodi più o meno lunghi, a coloro che vivono una sana passione per il calcio e che mai si sarebbero resi protagonisti  di episodi violenti. Ringrazio  pertanto l’avvocato perché non ha esitato ad accettare la mia proposta di stare al fianco dei tanti tifosi coinvolti, loro malgrado, in questa vicenda. E lo ringrazio anche  perché è già al lavoro per assicurare un esito positivo dei ricorsi”.

Articoli correlati

*

Top