Calcio: quanti giocatori delle due serie maggiori si vaccinano contro l’influenza?

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La media del 44,4% per i calciatori di serie A è piuttosto bassina, va peggio la serie cadetta, ma entrambe sono comunque maggiori di quella nazionale.

Ci si aspetta che diano l’esempio, ed in effetti (sebbene in misura ridotta) lo fanno. Parliamo dei giocatori di calcio delle due serie maggiori, quelle di A e di B, che si vaccinano contro l’influenza stagionale rispettivamente nella misura del 44,4% e del 35,7%. Considerando che la media nazionale arriva al 15,3% viene da parlare di un successo, vista la popolarità di cui godono i calciatori e dell’interesse che riscuotono gli aspetti della loro vita privata.

Queste sono le conclusioni che si possono trarre da uno studio che ha come prima firma Carlo Signorelli dell’università San Raffaele di Milano, pubblicato sulla rivista della federazione italiana dei Medici Sportivi. “Gli atleti d’elite – dice la ricerca – sono considerati un gruppo ad alto rischio per l’influenza, non solo perché sono a rischio più alto di trasmissione rispetto alla popolazione generale, ma anche perché l’infezione e le sue complicanze possono avere un impatto negativo sulle performance. E’ importante sensibilizzare sull’importanza di una promozione attiva della vaccinazione nelle squadre, sia come forma di protezione individuale e sociale dal virus sia per il ruolo di modello che i giocatori hanno nei confronti della popolazione”.

Finalizzata allo studio è stata la consultazione di tutte le società di serie A e di serie B per scoprire le attitudini nei confronti della vaccinazione e la partecipazione dei giocatori. Interpellandole si è venuti a sapere che nel complesso il 75% dei team di serie A e l’82% di società della serie cadetta organizzano campagne di vaccinazione fra i giocatori. Inoltre, particolare incoraggiante, tre team di serie A raggiungono la copertura considerata ottimale del 75%.

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