Lazio – Francoforte 1 – 2: biancocelesti senza fiato e senza orgoglio

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Ennesima gara incolore della compagine di Inzaghi: giocatori svogliati e difesa imbarazzante

Chiariamolo subito: in questa partita il risultato finale non contava nulla. Lo sapeva Inzaghi, lo sapevano gli undici scesi in campo. Ma chi doveva dimostrare qualcosa stasera non l’ha dimostrato. Anzi, ha chiarito tutti i dubbi: dell’allenatore e soprattutto dei tifosi.

In campo sono scese le seconde linee. In pratica, l’intera campagna acquisti della passata stagione. Tutti gli innesti che, come promesso da Lotito, avrebbero aiutato la Lazio a conquistare un posto in Champions League. Ma con questi giocatori riuscire a raggiungere il quarto posto sarebbe un vero e proprio miracolo.

I pochi tifosi giunti sugli spalti dell’Olimpico si stanno ancora chiedendo come Durmisi possa giocare a pallone. Caceres è imbarazzante. Averlo o meno in campo è praticamente la stessa cosa. Murgia e Cataldi, i “predestinati” provenienti dalla canterà biancoceleste, nonostante il minutaggio concessogli da Inzaghi nelle partite di campionato, faticano ancora a trovare tempi e ritmi di gioco. Sempre imballati, leggeri nei contrasti, e soprattutto ritardatari negli inserimenti. Rossi, il giovane bomber della primavera entrato a partita in corso, non è riuscito nemmeno a stoppare un pallone.

Le uniche note positive di questa gara inutile sono gli strappi di Correa e i lampi di Luis Alberto. C’è il suo zampino sull’azione del vantaggio finalizzata dal Tucu. Lo spagnolo è in crescendo, ma rimane comunque un ricordo sbiadito del giocatore ammirato lo scorso anno.

Una nota a parte per i tifosi del Francoforte presenti all’Olimpico: incivili, sporchi e rissosi. Un branco di bestie capaci di mettere a soqquadro una città intera. Dalla “passeggiata” al Colosseo di mercoledì sera ai disordini di ieri mattina a piazzale Flaminio. Viene da chiedersi perché ai tifosi stranieri in trasferta in Italia sia permesso introdurre petardi, fumogeni e tamburi all’interno dello stadio. Quando per portare uno striscione in curva bisogna superare innumerevoli controlli. Viene da chiedersi perché per i cori razzisti di quattro imbecilli la Lazio sia costretta a giocare le partite europee a porte chiuse, mentre questi vandali sono liberi di mettere a ferro e fuoco una città intera. E viene da chiedersi, soprattutto, come mai a questo tipo di persone sia ancora permesso accedere ad uno stadio. UEFA dove sei?

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