Lazio, la vita di Manzini diventa un libro: “Vi racconto la mia vita..”

Manzini

Le avventure dello storico team manager biancoceleste raccontate dalla penna di Michele De Angelis: dallo scudetto del ’74 all’era Lotito

Una vita intera dedicata alla Lazio. Un amore incondizionato: contro tutto e soprattutto “contro tutti”. E’ proprio da qui che Maurizio Manzini, storico team manager biancoceleste, prende spunto per iniziare a raccontare la sua vita.

Una vita a tinte bianco-celesti, dallo scudetto del ’74 agli anni difficili trascorsi in Serie B, dai magici successi di Cragnotti fino all’era Lotito. Maurizio è sempre stato lì, a tifare e a sostenere la sua amata Lazio.

Alla presentazione del libro “Uno contro tutti“, avvenuta martedì scorso alle 19:30 presso il Polo Hotel, erano presenti anche il portavoce della Lazio Arturo Diaconale, il responsabile della comunicazione Stefano De Martino, e l’ex tecnico biancoceleste Delio Rossi.

“Per me sarà impossibile dimenticare una serata del genere, – spiega Maurizio Manzini ai microfoni di Lazio Style Channel – così come sarà impossibile dimenticare questo coacervo di emozioni e sensazioni che mi fanno quasi lievitare e pensare di vivere attraverso un sogno così bello con la paura che qualcuno mi svegli. Devo ringraziare tutti coloro che sono intervenuti per il loro affetto, per la loro amicizia e per la loro stima. Ringrazio anche Michele De Angelis che ha voluto creare quest’opera che mi rende merito molto al di là di quello effettivo. Ci sono momenti intensi che albergano nel mio cuore. Proverò a citarne due: il più esaltante, quasi scontato, lo Scudetto del 1974 perché è arrivato veramente contro tutti e quel titolo è legato al nome di tanti grandi laziali che purtroppo non ci sono più adesso, ma che vivono per sempre nell’aurea di questa splendida aquila e di questo cielo celeste dove si trovano e sicuramente continuano a seguirci. Il ricordo più brutto è legato in qualche modo a quello più bello, perché devo tornare al nome di Tommaso Maestrelli e al tremendo male che l’ha portato via, lui come tanti altri laziali. Dico lui per simboleggiare tutto quel tipo di Lazio che c’era. Senza ombra di dubbio sono questi il momento più brutto e quello più bello”.

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