Oltre che quella civica, sarebbe il caso di introdurre a scuola anche l’educazione finanziaria?

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Secondo un sondaggio di Skuola.net effettuato su un campione di 10mila studenti, 3 ragazzi su 4 sarebbero favorevoli a questa proposta.

Che la scuola italiana debba svecchiarsi ed adeguarsi ai tempi che corrono non ci piove. Il problema è come farlo, dal momento che da varie parti giungono proposte contrastanti. Sono tutti concordi ad esempio nel dare centralità all’insegnamento dell’inglese e dell’informatica, oltre che ad auspicare un ritorno dell’apprendimento delle più basilari regole dell’educazione civica. Meno accordo, invece, c’è su una materia che viene affrontata solo più avanti nel tempo ed in varie forme in alcuni corsi universitari, e cioè l’educazione finanziaria.

Sorprende che a favore dell’introduzione di questa disciplina in tutti le scuole superiori non ci sia una certa unanimità, dal momento che ciò che verrebbe affrontato e studiato fa parte della vita di tutti i giorni già dall’età adolescenziale. I giovani, a causa di questo “buco” didattico, hanno una scarsa conoscenza dei più elementari concetti economici, da qui la richiesta di una corretta educazione finanziaria avanzata da quasi 3 ragazzi su 4, che sarebbero ben felici di saperne di più già sui banchi di scuola.

A sostenerlo è una ricerca condotta da Skuola.net su 10mila studenti di medie e superiori, nel corso del mese dell’educazione finanziaria 2018 che si è appena concluso. Scendendo nel particolare ci si è accorti che il rapporto che gli adolescenti hanno con gli strumenti di pagamento più diffusi è alquanto scarso e confusionario. Quasi tutti ignorano il funzionamento delle carte di credito, delle carte di debito e di quelle prepagate, queste ultime forse lo strumento di pagamento più usato dai giovani, specialmente se fanno molti acquisti online.

Ne consegue che esiste una diffusa “ignoranza finanziaria” giustificata in parte della scarsa abitudine dei ragazzi al risparmio, infatti solamente il 23% dei giovani intervistati ha un conto bancario o postale dove mette i suoi soldi. Stessa musica quando si indaga sulla predilezione delle carte o del denaro contante, quest’ultimo utilizzato in modo esclusivo nella metà dei casi. Sorprendentemente però ben il 68% sa cosa sia il Bitcoin, e cioè che è una moneta virtuale, utilizzata soprattutto su Internet.

La percezione dei ragazzi nei confronti dell’educazione finanziaria si traduce in un 16% che dice che alcune ore della didattica sono dedicate all’educazione finanziaria; il 26% afferma di aver svolto qualche rara lezione; contro un 58% che dichiara di non aver mai affrontato l’argomento in classe. La voglia di approfondire questi temi, però, è molto più diffusa e coinvolge tre quarti degli studenti: per il 47% l’educazione finanziaria dovrebbe rientrare nella normale didattica e un altro 28% vorrebbe che la scuola istituisse dei corsi (facoltativi) in materia.

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