Messi risponde a Ronaldo: “Non sento la necessità di cambiare”

Messi

Il campione del Barcellona si racconta ai microfoni di Marca: dal pallone d’oro alla rivalità con Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, idoli di ogni bambino e sogni proibiti di tutti gli allenatori del mondo. Il duopolio che in questi ultimi 10 anni si è conteso l’assegnazione del pallone d’oro. Insomma: due miti, due leggende.

Ma mentre il primo si è concesso il lusso di alzare qualche trofeo anche con la sua nazionale, se c’è una cosa che viene rimproverata a Messi è quella di non essere mai riuscito a vincere con la maglia dell’Argentina. Scelte sbagliate, allenatori inadatti e qualche pizzico di sfortuna: fatto sta che il campione del Barca non è ancora riuscito a conquistare un trofeo con la sua Albiceleste.

Non solo. Tutti i “ronaldiani” credono che gran parte del successo di Lionel Messi sia merito dei suoi compagni di squadra: da Xavi a Iniesta, da Rakitic a Busquets. E, dopo la frecciatina di Ronaldo, che ha invitato la Pulce a misurarsi con altri campionati, l’eterno dibattito “Messi-Ronaldo” si è fatto ancora più scottante.

“Non avverto nessuna necessità di cambiare, – commenta Lionel Messi ai microfoni di Marca – gioco nella miglior squadra al mondo e le mie sfide si rinnovano ogni anno. Non ho bisogno di cambiare club o campionato per avere nuovi obiettivi: sono a casa mia, non c’è altro posto dove potrei essere più felice. Adesso che lui è in Italia io comunque cerco sempre le stesse cose, le vittorie, i trofei, e cerco di farlo ancora qui, nella mia squadra. Il periodo in cui abbiamo giocato nello stesso campionato, inseguendo gli stessi obiettivi ognuno con la propria squadra, è stato molto bello. Cristiano è stato un giocatore straordinario per la Liga e per il Real Madrid e i nostri duelli sono stati molto belli. Non so quanto fossimo coscienti di tutto questo: era una rivalità molto sana, in cui entrambi cercavamo di migliorare noi stessi giorno dopo giorno per avere la meglio sull’altro. Penso sia stato positivo anche per gli spettatori”.

“Sebbene il Pallone d’Oro sia un premio molto rilevante non gli do molta importanza, – prosegue la Pulcesapevo che in questa stagione non avevo possibilità di vincere e non mi ha sorpreso il mio quinto posto finale. Ho ascoltato i nomi dei principali favoriti e sapevo che io non avrei potuto vincere, quindi non mi importava arrivare terzo, quarto o quinto”.

Infine, un’ultima considerazione sulla scarpa d’oro: “È un bel premio ma è il riconoscimento del lavoro di tutti, come il premio Zamora che va al portiere meno battuto quando in realtà il merito è dell’intera squadra. È un premio per il gruppo e sono felice di averlo vinto ancora. 5 Palloni d’Oro, 5 Scarpe d’Oro…manca la quinta Champions League, è il sogno e l’obiettivo di quest’anno. Vincere è sempre difficile, ma niente è impossibile, e daremo il massimo per centrare tutti i traguardi che ci siamo prefissati”.

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