Fotografia delle Maldive

Paese

Un Paese dalle mille isole dai molti volti

Esistono svariati modi con cui descrivere la realtà maldiviana, magari non numerosi quanto le migliaia di isolette che costituiscono i 26 atolli del Paese, ma certamente questa piccola nazione può essere fotografata da diverse angolazioni e ogni volta somigliare ad un’altra se stessa.

Alla scoperta dei colori delle Maldive

Il paesaggio meraviglioso è l’argomento principe del tema Maldive, già dal satellite si può ammirare l’inconfondibile forma degli atolli che assomigliano ad una collana di perle lasciata lì, quasi distrattamente, nel mezzo dell’Oceano Indiano. Le Maldive sono il paese più pianeggiante del mondo, praticamente l’altitudine può arrivare massimo a due metri di altezza, le terre emerse sono una gentile concessione del mare che però pretende rispetto. A fronte di paesaggio paradisiaco, terrestre e subacqueo, bisogna considerare i fragili equilibri di un simile ecosistema che rischia sotto i colpi del global warming.

Un paradiso terrestre dagli equilibri fragili

L’inquinamento e il surriscaldamento globale si fanno sentire anche qui, dove flora e fauna hanno sempre vissuto in armonia con l’essere umano. Qualcosa è cambiato, i fondali già non sono più quelli di un tempo; dove prima si stagliavano distese di coralli, fondali rigogliosi e coloratissimi, oggi avanza qualche diradamento nel panorama subacqueo, i toni accessi dei coralli vanno sbiadendo e la sensazione che tutto l’ecosistema non goda di perfetta salute si fa strada.

La causa è semplice: la temperatura delle acque che bagnano le Maldive è già molto alta e anche l’innalzamento di un solo grado può provocare diversi scompensi nell’ambiente. Qualcosa si è tentato di fare soprattutto con le iniziative dell’ex presidente Nasheed che nel 2009 convocò una riunione di gabinetto subacquea per la quale 14 ministri muniti di tute da sub si fecero fotografare per la particolare assise.

La vita corallina è assolutamente fondamentale anche nella funzione di contrasto alle forti maree, in quale modo la barriera scherma le isole dalle mareggiate, un altro buon motivo per lasciare che madre natura torni a fare bene il suo lavoro.

Segnali di democrazia nelle isole delle vacanze

D’altronde, se la questione ambientale va contestualizzata a livello globale, concludendone che le autorità isolane possono ben poco rispetto ai potenti della terra, nelle Maldive c’è una questione politica che andrebbe in egual misura affrontata.

I 30 anni di dittatura del vecchio Maumoon Abdul Gayoom sono stati interrotti nel 2008 dall’allora 41enne Mohamed Nasheed, capo del Partito Progressista maldiviano che vinse le elezioni grazie alla coalizione delle forze di opposizione in sede di ballottaggio.

Un nuovo corso sembra essere stato imboccato, un esempio può essere l’istituzione della prima compagni di traghetti pubblici dell’arcipelago che ha permesso lo sviluppo di un turismo messo soggetto ai resort e più armonico rispetto al contesto socio-ambientale.

Questo liberarsi dalla dittatura è però sembrato quasi una parentesi considerato che nel 2012 Nasheed fu estromesso da un colpo di stato. Le nuove elezioni portarono al potere Abdulla Yameen, fratellastro dell’ex dittatore Gayoom. Sotto il suo governo sono stati rinforzati i rapporti con l’Islam con un progressivo allontanarsi dalla politica occidentale, inoltre nel febbraio del 2018 Yameen ha proclamato lo stato di emergenza sull’isola chiamando l’intervento dell’esercito.

I motivi di tale ambascia sono stati la scarcerazione da parte della Corte Suprema di un gruppo di oppositori del governo in carica e il reintegro di 12 deputati che avevano disertato la propria presenza tra le fila della maggioranza. Un caso di “attacco alla democrazia”, così definito da Yameen, anche se sulla prassi democratica l’arcipelago ha ancora molto da lavorare.

Proprio a novembre, in seguito alle nuove elezioni, il leader maldiviano è stato sconfitto alle urne da Ibrahim Mohamed Solih detto Ibu, nuovo presidente del paese con il quale si apre ancora un nuovo corso.

Turismo: il cuore pulsante dell’economia maldiviana

La fotografia più conosciuta per descrivere le Maldive è senza ombra di dubbio quella del turismo. Il settore riesce a trainare tutta l’economia isolana e riempie gli occhi e il cuore a milioni di avventori che scelgono queste sponde per regalarsi un sogno.

Non potrebbe essere altrimenti, le attrazioni legate al mare sono davvero troppe, alle Maldive ogni atollo ha una sua peculiarità ed è possibile soddisfare quasi ogni richiesta dell’ospite. Per gli sportivi ci sono le spiagge per il surf, gli spot per lo snorkeling, i relitti per le immersioni, financo le nuotate con gli squali balena per i più avventurosi. La biodiversità pullula sopra e sotto l’Oceano, ma oltre ad animali e pesci prende sempre più piede la scoperta di usi e costumi della popolazione locale.

Le Maldive sono sempre state un posto che, almeno dall’Italia, è caro da raggiungere ma per fortuna i collegamenti aerei vanno intensificandosi, gli scali offerti dalle compagnie arabe hanno portato ad una drastica riduzione dei costi di viaggio. Oggi questo tipo di soluzioni viene anche caldeggiato dai tour operator nostrani che sempre più spingono per abbinare le offerte per le vacanze alle Maldive ad un tour nel vicino Oman o nell’ancora più prossimo Sri Lanka.

E i dati parlano chiaro, il turismo cresce e arriva nei primi 9 mesi del 2018 a superare il milione di visitatori (secondo dati ufficiali del Ministero del Turismo maldiviano), gli italiani rispondono presente con 74 mila turisti dal belpaese, +19% rispetto al 2017, segno di un Europa occidentale (più la Russia) che avvicina sempre più l’arcipelago asiatico.

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