Calcio: stadio di Milano, un’incognita il futuro di San Siro

stadio

Il sindaco Sala invoca chiarezza sulle decisioni circa il destino dello stadio Meazza, avanzando anche un ovvia considerazione.

“Per buttare giù San Siro dovrei avere la proprietà del nuovo stadio. Altrimenti la Corte dei Conti mi verrebbe a prendere, dicendomi che avevamo uno stadio di nostra proprietà e l’abbiamo demolito. Poi si ragionerà con tranquillità”. Disarmante nella sua semplicità e chiarezza la dichiarazione del Sindaco di Milano Giuseppe Sala, rilasciata ai microfoni di Sky Sport parlando del paventato nuovo impianto calcistico di Inter e Milan.

”Una cosa che mi spaventerebbe molto – ha aggiunto – è uno stadio non a San Siro, su cui noi abbiamo investito anche con la metro. Noi preferiremmo che San Siro venisse ristrutturato, ha bisogno di una ristrutturazione. Se però le squadre decideranno diversamente, allora dirò di portarmi un progetto: è il momento che facciano chiarezza”. In questo modo l’opinione del primo cittadino meneghino irrompe nel dibattito nato intorno al futuro dello stadio Meazza, sul quale si sono schierati vari attori divisi  in tre fronti: quelli che vorrebbero sostanzialmente una ristrutturazione della “Scala” del calcio, quelli che invece ne vorrebbero la demolizione e la ricostruzione sulle sue ceneri e chi invece edificherebbe altrove il nuovo impianto, lasciando stare San Siro così com’è.

A pesare come un macigno sulla discussione la recente (2015) inaugurazione della fermata della M5 (sponsorizzata da Dazn) proprio ai piedi della stadio, che si tradurrebbe in un’opera quasi inutile se l’impianto venisse ricostruito altrove. Come a Roma, inoltre, le esigenze legate a dotare le società di calcio di uno stadio di proprietà o altre formule similari cozzano contro la voglia di tutelare e sfruttare impianti sì poco funzionali per il calcio moderno, obsoleti, datati (il primo nucleo di San Siro, poi ampliato con almeno altri tre rifacimenti, risale al 1925-26), ma allo stesso tempo ricchi di fascino e di storia.

”Con le proprietà – ha detto in conclusione Sala, che si è dimostrato conciliante ed aperto al dialogo – si potrebbe discutere anche di una concessione a lunghissimo termine, per le società a livello patrimoniale cambierebbe poco. Bisogna discuterne con tranquillità”. 

Articoli correlati

Top