L’onda lunga del #MeToo arriva fino ai videogiochi

#MeToo

Sony recepisce le istanze del movimento #MeToo e si accinge a togliere il sesso esplicito dai propri prodotti.

Era prevedibile una svolta di questo genere da parte di Sony, dopo il cambiamento di pensiero di una grande fetta della società occidentale (e non) nei confronti di una certa visione sessista della donna partito da #MeToo, il movimento nato negli Stati Uniti dopo l’affaire Weinstein.

Il colosso giapponese ha introdotto di conseguenza nuove linee guida che limitano la presenza di contenuti sessualmente espliciti nei videogiochi della PlayStation 4, nel quadro di una mossa che punta a tutelare la reputazione della compagnia nell’evitare la prevedibile accusa di veicolare un’immagine degradante e stereotipata della donna.

Questo è quanto riferito dal Wall Street Journal, con la doverosa aggiunta però che le nuove linee guida non sono state accolte per nulla favorevolmente da molti sviluppatori di videogiochi che le vedono piuttosto come una sorta di censura. Una portavoce di Sony ha motivato ai lettori del quotidiano il motivo per cui la società giapponese ha tracciato le proprie direttive,  e cioè per fare “in modo che gli sviluppatori possano offrire contenuti bilanciati e il gioco non inibisca una crescita e uno sviluppo sani” da parte dei giovani.

Funzionari di Sony hanno detto inoltre che l’azienda temeva di vedere incrinata la propria reputazione su scala globale per via dei contenuti sessualmente espliciti presenti nei giochi venduti in alcuni Paesi, le cui performance vengono trasmesse da piattaforme online in diretta sorpassando i flebili confini nazionali.

 

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