L’Inps perde la testa sul reddito di cittadinanza

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Un misterioso social media manager che cura la pagina Facebook “Inps per la famiglia” ha risposto a tono alle domande (goffe) di decine di utenti.

Lo sport nazionale di prendere le difese di una o dell’altra fazione nel corso di un aspro dibattito, e conseguentemente spaccare in due l’opinione pubblica, sta emergendo in tutta la sua sconfortante evidenza anche nella vicenda che vede contrapposti un social media manager della pagina Facebook¬†“Inps per la famiglia” e degli sprovveduti cittadini desiderosi di ottenere risposte a domande francamente improbabili.

E’ finita che per qualcuno l’operatore dell’Istituto nazionale della previdenza sociale √® diventato una sorta di eroe nazionale, il giustiziere digitale di decine di parassiti, fannulloni, disonesti ed analfabeti digitali desiderosi solo di incassare qualche centinaio di euro al mese, previsto dal reddito di cittadinanza. Per altri, invece, √® solo un maleducato che fa male il suo lavoro, come tanti altri dipendenti pubblici che trattano sgarbatamente utenti alla ricerca di informazioni, nel tentativo di dimenarsi tra le spire burocratiche della Pubblica Amministrazione.

La verit√†, come spesso accade, sta proprio nel mezzo. E’ inconcepibile, come ha fatto qualcuno, chiedere come ottenere¬†il reddito lavorando in nero.¬†“Se suo figlio sta lavorando in nero e fa domanda per il reddito di cittadinanza –¬†√® scritto nella risposta – rischia fino a sei anni di prigione”. Oppure √® inverosimile pensare che non si riesca ad avere il Pin dell’Inps se con grande maestria si riesce ad elaborare un selfie e postarlo sul proprio profilo. Infine denota avidit√† l’impazienza nel conoscere anzitempo l’importo del proprio reddito di cittadinanza o lamentarsi della sua esiguit√† rispetto alla cifra attesa.

Da qui lo sfogo dell’operatore dell’Istituto che ha¬† perso la pazienza, scrivendo commenti taglienti e sarcastici che da subito si sono diffusi in rete. La conseguenza √® stata che gli interventi¬†sono diventati in poche ore molte migliaia e la pagina Facebook “Inps per la famiglia”¬†√® stata costretta a pubblicare un avviso nel tentare di frenare la crescita esponenziale dei commenti e per scusarsi nel caso di risposte inappropriate. “In linea con quanto previsto dalla netiquette (le regole di buona educazione della rete) e dalla social media policy della pagina e in considerazione del grande interesse e impatto del #redditodicittadinanza e di altre misure a favore della famiglia risponderemo solo a commenti inerenti agli aspetti tecnici delle prestazioni erogate da Inps. Cogliamo l’occasione per scusarci con quanti possano essersi sentiti toccati od offesi da alcune nostre risposte”.

Ma a qualcuno dei piani alti, nonostante la parziale marcia indietro, non deve essere lo stesso piaciuto questo modus operandi, e in serata con una nota del presidente Pasquale Tridico l’Inps si √® scusata¬†“per alcuni toni utilizzati per la gestione della pagina Facebook che non rispecchiano i valori e la missione dell’Istituto”.

 

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