Tettoia o pergotenda? Quando la struttura rientra tra le opere di edilizia libera e quando occorre il permesso

tettoia

Si tratta di un argomento che riguarda tutti, ma sul quale occorre fare un po’ di chiarezza, specialmente in termini normativi.

Nello specifico, andremo a chiarire quando un manufatto di copertura è annoverabile tra le opere di edilizia libera e quando invece una struttura di copertura viene considerata a tutti gli effetti una tettoia e pertanto necessita di permesso di costruire.

Le sentenze del Consiglio di Stato

Per una maggiore trasparenza, facciamo riferimento a due sentenze del Consiglio di Stato in materia di coperture e permessi.

Sentenza 5737/2018: la funzione di una pergotenda

In questa sentenza, il Consiglio di Stato ha fatto chiarezza sulla funzione di una pergotenda, elencandone le peculiarità. Secondo i giudici, la pergotenda è da intendersi come una copertura in cui “l’opera principale sia costituita non dalla struttura in sé, ma dalla tenda, quale elemento di protezione dal sole o dagli agenti atmosferici, con la conseguenza che la struttura deve qualificarsi in termini di mero elemento accessorio, necessario al sostegno e all’estensione della tenda”.

In questo caso, il Consiglio prendeva in esame un caso in cui era stata realizzata una struttura coprente composta da travi di legno di una certa robustezza, con sopra una tenda. Trattandosi di una struttura solida, consistente e definitiva, la sua costruzione andava a modificare la sagoma dell’edificio, un aspetto che necessita del permesso di costruire. Sebbene i proprietari tentassero di farla passare per una pergotenda, installabile senza alcun permesso, la copertura era in realtà più simile ad una tettoia.

Sentenza 58/2019: differenze tra pergotende e tettoie

Nella seconda sentenza, è stato messo in evidenza come “gli interventi consistenti nella realizzazione di tettoie o di altre strutture che siano apposte a parti di preesistenti edifici come strutture accessorie di protezione o i ripari di spazi liberi (…) possono ritenersi sottratti al regime del permesso di costruire soltanto ove la loro conformazione e le loro ridotte dimensioni rendono evidente e riconoscibile la loro finalità di semplice decoro o arredi o di riparo e protezione (anche da agenti atmosferici) della parte dell’immobile cui accedono”.

Riassumendo, le dimensioni contano. Le coperture di grande entità non possono essere realizzate senza il permesso di costruire, poiché alterano a tutti gli effetti la sagoma dell’edificio trasformando lo stato dei luoghi e non possono quindi essere annoverate nelle opere di edilizia libera.

Pergotende nel novero dell’edilizia libera

Le pergotende sono quindi annoverabili nelle opere di edilizia libera – DM 2 marzo 2018 – mentre le tettoie o, più in generale, le coperture di una certa entità, sono realizzabili mediante rilascio di CILA, permesso di costruire e SCIA.

Anche se risulta chiaro quanto abbiamo detto finora, una difficoltà sussiste. Il principale problema sta nella mancata classificazione delle pergotende: non essendoci una definizione univoca di “pergotenda” o limiti quantificabili, con la difficoltà aggiunta dalla moltitudine di queste strutture presente in commercio, la legislazione rischia di assimilare anche le pergotende nella categoria “tettoie”.

Diverso è invece per le tettoie, per le quali una definizione standard esiste: “Elemento edilizio di copertura di uno spazio aperto sostenuto da una struttura discontinua, adibita ad usi accessori oppure alla fruizione protetta di spazi pertinenziali”.

Tale definizione rischia di però di coincidere con la definizione di pergotenda o pergola.

Non può esserci edilizia libera se c’è trasformazione edilizia

Per fornire un esempio pratico, vogliamo segnalare alcune opere realizzate di cui è stata poi ordinata la rimozione/demolizione dal Tar.

  1. tettoia lato est del fondo, delle dimensioni in pianta pari a m. 2.00×5,00×2,00h, costituita da una struttura portante in ferro e copertura in lamiere zincate;
  2. tettoia antistante lato ovest tettoia indicata al punto uno, delle dimensioni in pianta pari a m. B.00×3,00×2,710h, costituita da una struttura portante in ferro e copertura a doppia falda in tegole di cotto, in uso con tavoli e sedie;
  3. tettoia lato ovest delle dimensioni in pianta pari a m. 3,00×9,00×2,00h, costituita da muratura portante e copertura in lamiere termoisolanti;
  4. tettoia antistante lato nord delle dimensioni in pianta pari a m. 9,00×4,00×3,00h, costituita da una struttura portante in ferro e copertura in lamiere termoisolanti, in uso a deposito autovetture.

 

Definizione di attività di edilizia libera

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