Calcio: dopo quello di Conte arriva il “no” di Gasperini alla panchina della Roma

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Nuovo smacco per i tifosi della Roma, che per la seconda volta vedono rifiutata quella che fino a poco tempo fa era una destinazione ambitissima.

Il “progetto” della Roma americana deve aver perso molto del suo appeal, se a distanza di pochi giorni dalle dichiarazioni di Conte si è aggiunto quello che probabilmente tra qualche ora si tradurrà in un “no grazie” di Gasperini, attuale allenatore dell’Atalanta che si è garantita un posto nel calcio che conta nella prossima Champions League. Domani, infatti, l’allenatore della squadra orobica comunicherà al patron della “Dea” Antonio Percassi la decisione di voler proseguire l’avventura in nerazzurro, prolungando fino al 2022 il contratto che lo vede legato alla società lombarda.

Decisiva è stata la decisione del presidente di adeguare il suo ingaggio a 2 milioni netti a stagione. Percassi, che domani aspetta solo di incassare la firma del tecnico, si è detto ottimista circa l’incontro definitivo in cui Gian Piero Gasperini scioglierà le sue riserve, lasciando così a bocca asciutta la Roma che lo dava per certo e al centro del suo progetto del dopo-Ranieri.

Alcuni giornalisti romani avevano espresso l’opinione che nessun allenatore sano di mente avrebbe rifiutato la panchina giallorossa, ma non avevano fatto i conti con il vento nuovo che soffia a Bergamo. Una brezza piena di entusiasmo, voglia di lavorare, diversa da quella che si respirava pochi mesi fa dopo una campagna acquisti definita “triste” (ma rivelatasi azzeccatissima) proprio dalle stesso Gasperini.

Il fatto poi che si stia rinnovando proprio in questo periodo lo stadio (con l’abbattimento delle due curve e l’avvicinamento al terreno di gioco dei due settori rifatti nuovi di zecca), i milioni in entrata dovuti all’ingresso in Champions e la promessa di Percassi di un calciomercato di più ampio respiro hanno fatto sì che la piazza orobica fosse alla fine più appetibile di quella romana, sponda giallorossa, minata da tensioni esplose nel corso di Roma-Parma dove, accanto alla celebrazione dell’addio di De Rossi, c’è stata la durissima contestazione al presidente Pallotta, reo di aver privato la squadra nel corso degli anni delle sue bandiere e dei suoi giocatori migliori.

Una situazione non facile da gestire, quindi, nella quale Gasperini ha sentito puzza di bruciato non facendosi convincere nemmeno dalle promesse di un ingaggio più robusto. Da qui la scelta di declinare l’offerta, una proposta con la quale si confronterà il papabile nuovo allenatore della Roma. Si fanno i nomi di Gattuso, che proprio oggi ha rescisso con il Milan, di Giampaolo, De Zerbi e  Mihajlovic. Mesi fa sarebbero corsi, se chiamati, nella Capitale. Oggi non c’è più tutta questa certezza.

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