Tre casi di filantropia in ambito imprenditoriale

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Sembra che la filantropia interessi molti più imprenditori di quel che si creda.

Ne abbiamo molti esempi in ambito internazionale, come hanno dimostrato personalità di spicco che gestiscono grandi aziende del calibro di Amazon e WhatsApp. Ma il concetto di dare a chi ne ha realmente bisogno sembra risuonare forte anche nel nostro Paese, come dimostrano le numerose realtà che si occupano di imprenditoria sociale in Italia. Tre di queste sono il Dynamo Camp di Vincenzo Manes, il Quid di Verona e la Cooperativa Triciclo.

Il Dynamo Camp di Vincenzo Manes

Il Dynamo Camp si trova in provincia di Pistoia ed è l’unico centro di terapia ricreativa sul territorio nazionale che ospita bambini e adolescenti dai 7 ai 17 anni.  Come illustra la biografia di Vincenzo Manes, fondatore del Camp, l’iniziativa è stata ispirata da “Hole in the Wall Camps”, progetto ideato da Paul Newman nel 1988, che mira ad assistere i bambini malati gravemente con supervisioni mediche e programmi ricreativi senza scopo di lucro. Lo stesso Newman, quando era ancora in vita, passava il tempo nei campi per regalare ai bambini un po’ “di casino” e serenità.

Sulla falsariga dell’attore americano, Manes ha deciso di accogliere nel suo campo innovativo adolescenti e bambini affetti da patologie croniche, assistendoli con terapie ricreative che permettono loro di affrontare disagi e malattie con maggiore supporto e tranquillità, senza dimenticare le famiglie, che molto spesso hanno bisogno di essere spalleggiate mentre si prendono cura dei loro piccoli cari.

L’impresa sociale QUID e la cooperativa Triciclo

L’impresa sociale QUID è un’altra importante realtà nata a Verona e ideata da Anna Fiscale: il suo scopo è offrire alle donne in difficoltà la possibilità di guardare verso il futuro con maggiore serenità, visto che lo Stato non riesce a tutelarle a dovere. Come? La cooperativa sociale Quid realizza capi artigianali con i tessuti di rimanenza messi a disposizione dai grandi marchi di moda e di arredamento italiani: protagoniste di questi laboratori di sartoria sono proprio le donne che hanno vissuto esperienze traumatizzanti come abusi, carcere, ma anche disabilità, tossicodipendenza e immigrazione.

Ultima ma non meno importante attività imprenditoriale dedicata al sociale è la cooperativa Triciclo. Quest’ultima fornisce laboratori che accolgono immigrati, ma anche italiani che stanno vivendo situazioni di marginalità sociale.

La cooperativa Triciclo di Milano opera sul territorio da 20 anni ed il suo obiettivo principale è quello di accogliere tutte quelle persone che vivono in condizioni inadeguate per inserirle in determinati contesti sociali, cercando di trovare situazioni produttive su un piano locale.

Uno tra i principali punti cardine di Triciclo è il riutilizzo e riciclo di oggetti apparentemente inutilizzabili, che vengono riadattati e aggiustati per usufruirne di nuovo e venderli. Infatti, la cooperativa provvede poi a rivendere tali oggetti a basso costo, così che anche famiglie e persone in povertà possano fare acquisti etici spendendo poco.

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