Un calice di salute: il vino tra proprietà benefiche e curiosità

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Se c’è una maniera di rilassarsi e fare due chiacchiere in buona compagnia, è proprio quella di passare una serata condividendo un buon calice di vino.

Il vino porta allegria, e fa dimenticare lo stress di una giornata di lavoro, ridimensionando preoccupazioni e problemi che l’ansia spesso ingigantisce.

In Italia, poi, in quanto a cantine non c’è che l’imbarazzo della scelta per soddisfare i gusti e le esigenze di tutti. Ma se la leggerezza del vino incanta e fa sognare, le sue proprietà curano il corpo e la mente, a patto, ovviamente, di non alzare troppo il gomito.

Le proprietà del vino

Tutto il vino, bevuto con somma moderazione, possiede caratteristiche salutari, ma il più benefico, a sentire i ricercatori, è il vino rosso. I medici ne consigliano un bicchiere al giorno durante i pasti per varie ragioni, tra cui i naturali effetti di contrasto al colesterolo negativo nel sangue, dati dalle sue proprietà antiossidanti capaci di bruciare i grassi e fluidificare il plasma. Questo effetto è dovuto anche al Resveratrolo, una sostanza che agevola la formazione del colesterolo positivo.

Il suo effetto è benefico anche per il muscolo cardiaco, perché riduce le probabilità di infarto, e per il cervello, che protegge dagli ictus. Il vino rosso si è rivelato di grande aiuto anche per contrastare la demenza senile e per l’osteoporosi e i reumatismi.

Ma come non riconoscere al vino anche il dono dell’allegria? Una qualità che, secondo i ricercatori del Mount Sinai Hospital di New York, possono dare un aiuto naturale contro la depressione, aumentando la resilienza mentale, quindi la capacità di riprendersi più velocemente dalle negatività.

Quindi sono davvero tante le ragioni per non far mai mancare in casa una bottiglia di buon vino. Un compito oggi ancora più facile visto che si può approfittare degli e-commerce specializzati nella vendita di vini online che consegnano direttamente a domicilio molti vini delle principali cantine italiane.

Curiosità sul succo di Bacco

Le prime tracce del succo fermentato dell’uva risalgono a 7.000 anni fa, e sono state trovate nelle incrostazioni del vasellame domestico delle comunità dei monti Zagros, nell’attuale Iran. Poco distante, nell’armena Areni è stato trovato anche un torchio insieme a tini, botti e vasellame per berlo.

Sembra poi che il vino fosse una delle componenti dell’Ambrosia, il nettare degli Dei creato con miele e altre essenze inebrianti, tanto che nell’antichità c’era l’abitudine di addizionarlo al vin cotto, per renderlo più dolce. Lo amavano i Vichinghi, che soprannominarono Vinland l’attuale isola canadese di Terranova, dove coltivavano l’uva, mentre in Egitto è nata la tradizione di considerare il pane e il vino sacri al banchetto con gli dei.

Infine, come dimenticare che la zona meridionale dell’Italia un tempo si chiamava Enotria, grazie alle sue estese coltivazioni di uva da vino, e i suoi fermentati bevuti ovunque, simbolo di salute e di amicizia, o versati per terra per onorare gli Dei.

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