Calcio: stadio San Siro, da Berlusconi un romanticismo inaspettato

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A sorpresa Silvio Berlusconi, un pezzo vivente degli ultimi decenni di storia milanista, si è espresso contro la demolizione dell’impianto milanese.

Da un businessman come lui ci si aspettava un parere opposto, indirizzato al pragmatismo, alla funzionalità ed alla modernizzazione, una strada intrapresa dai maggiori club europei nel quadro della ristrutturazione degli impianti calcistici. Invece da Berlusconi è arrivato un secco “no” all’ipotesi caldeggiata dalle dirigenze di Milan ed Inter di demolire la stadio di San Siro ed erigerne un altro nuovo di zecca al suo posto, in una zona strategicamente servita da una stazione della metropolitana inaugurata in occasione dell’esposizione del 2015.

Una bocciatura del progetto di fattibilità, presentato dalle due maggiori società calcistiche del capoluogo lombardo al Comune di Milano, motivato in questa maniera: “sono assolutamente contrario, è una cosa senza senso. San Siro può essere utilizzato per altre manifestazioni, è nel cuore di tutti i milanesi, milanisti e interisti, che hanno a cuore il calcio. E’ una cosa assurda solo pensarlo”.

Berlusconi sfoggia un inedito romanticismo quando si parla del Meazza, la “scala del calcio”, proponendo di costruire “un altro impianto, lasciando su San Siro, con altre funzioni, in un’altra situazione che sia comoda da raggiungere. Ci sono state partite dove c’è stata una richiesta di 100mila biglietti, 60mila spettatori non basteranno. Come si fa a demolire un posto che ha fatto vibrare il cuore di nerazzurri e milanisti per decenni e dove abbiamo conseguito tante vittorie? Anche il cuore vuole la sua parte”.

Berlusconi ha ammesso inoltre di ”non avere poteri per opporsi” e di non poter far prevalere la sua opinione a riguardo, e soprattutto di ”non avere ancora sentito” il sindaco di Milano, Beppe Sala, limitandosi a sperare “che il ragionamento e un po’ di romanticismo portino in questa direzione”.

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