Cavallino (Ve): fa discutere il divieto di costruire castelli di sabbia in spiaggia

spiaggia

Il sindaco ha parlato di una decisione presa per motivi di sicurezza, ma i turisti che affollano la spiaggia non ci stanno.

Da una parte le esigenze in termini di sicurezza del Comune del Cavallino, località balneare posta nell’Area Metropolitana di Venezia, dall’altra quelle ricreative e ludiche di centinaia di turisti che ne affollano la spiaggia. Fatto sta che l’ordinanza che prescrive il divieto di fare castelli di sabbia sul bagnasciuga è diventata il terreno di battaglia su cui scontrarsi in questo lembo di fine estate.

Fare costruzioni in sabbia impedirebbe, o quanto meno ostacolerebbe, l’attività di soccorso in mare, da qui il divieto che ha provocato una ribellione che sta avendo un risalto nazionale, capitanata da un bagnante in vacanza con i suoi nipotini. “Meglio cambiare località balneare – ha dichiarato, raccontando lo zelo con cui la Capitaneria di Porto sta agendo per far rispettare l’ordinanza – se non posso lasciare i miei nipoti giocare a fare i castelli di sabbia sulla battigia”. “Ho provato a spiegare loro che non posso praticare queste attività – ha proseguito il turista – e sapete la risposta? Ma se non facciamo i castelli e le buchette cosa possiamo fare?”.

Il sindaco Roberta Nesto, da parte sua, ha tentato di calmare le acque e ricondurre alla ragione coloro i quali protestano. “Ci fa piacere che i bambini giochino a fare i castelli di sabbia; l’ordinanza recepisce norme nazionali e regionali, ma deve essere applicata con buonsenso”. Il buonsenso, sacrosanto concetto, che dovrebbe essere utilizzato quando viene messa in pratica ogni ordinanza (anche quelle che a prima vista sembrano assurde) che hanno popolato l’estate del 2019.

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