Riscontrata presenza di acqua su un pianeta distante 110 anni luce

acqua

Una data che probabilmente verrà ricordata in futuro, quella odierna, e ciò è dovuto alla scoperta di acqua su un pianeta simile alla Terra.

L’11 settembre, certamente, non verrà menzionato in futuro solo per ricordare l’attacco alle Torri Gemelle nel 2001 o la destituzione di Allende in Cile nel 1973. Oggi, infatti, è stata diramato l’annuncio della scoperta di vapore acqueo nell’atmosfera di un pianeta dalla massa simile a quella alla Terra e distante 110 anni luce.

K2-18 b e si trova alla distanza giusta dalla sua stella per avere temperature compatibili con l’esistenza di forme di vita, quindi l’abitabilità. Pubblicata sulla rivista Nature Astronomy, la scoperta appartiene al team dell’University College di Londra coordinato da Angelos Tsiaras e di cui fa parte l’italiana Giovanna Tinetti.

Il pianeta K2-18 b, che ha una massa otto volte superiore a quella della Terra, è al momento l’unico esterno al Sistema Solare ad avere sia acqua che temperature capaci di sostenere la vita. La sua stella, chiamata K2-18, è una nana rossa più piccola e fredda del Sole, ma molto attiva, tanto che il pianeta K2-18 b potrebbe essere un ambiente più ostile della Terra perché potenzialmente esposto a più radiazioni.

Per gli autori della ricerca la scoperta è solo il primo passo, dal momento che d’ora in poi sarà più facile rilevare altri pianeti simili alla Terra. Il risultato della ricerca “ci aiuta a rispondere alla domanda fondamentale: la Terra è unica?”. In effetti, ha rilevato Tinetti, “la nostra scoperta rende K2-18 b uno dei pianeti più interessanti per gli studi futuri. Ad oggi sono stati rilevati oltre 4.000 pianeti extrasolari, ma non sappiamo molto sulla loro composizione e natura. Osservando un ampio campione di pianeti, speriamo di scoprire come si formano e come evolvono i pianeti della nostra galassia”.

È anche la prima volta che viene osservata l’atmosfera su un pianeta che si trova nella cosiddetta ‘zona abitabile’, ossia la zona compatibile con temperature che permettono l’esistenza di acqua allo stato liquido. I ricercatori ne hanno ricostruito le caratteristiche grazie ai dati acquisiti nel 2016 e nel 2017 dal telescopio spaziale Hubble, gestito dall’Esa (Agenzia Spaziale Europea) e dalla Nasa.

Hanno quindi sviluppato algoritmi per analizzare la luce della stella filtrata dall’atmosfera del pianeta e così hanno trovato la firma molecolare dell’acqua nell’atmosfera, accanto a quelle dell’idrogeno e dell’elio. Non si esclude che nell’atmosfera di K2-18 b possano esserci anche azoto e metano. Saranno necessarie ulteriori osservazioni per capire se ci sono nuvole e la percentuale di acqua presente nell’atmosfera.

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