Si sta… come il master a settembre

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Quando finalmente si raggiunge il traguardo della laurea, l’oramai ex studente universitario si sentirà felice, appagato e libero. Una volta passata l’euforia, però, ci si rende conto che si è persa la propria identità di studente e che è arrivato il momento di assumerne un’altra: quella del lavoratore.

Entrare nel mondo del lavoro non è sempre facile al giorno d’oggi, soprattutto nel nostro Paese. In Italia, infatti, le università sono ancora legate a un’impostazione più teorica che pratica. Questo significa che i laureandi hanno pochissime occasioni di entrare in contatto con la realtà lavorativa.

Chi esce dall’università è ben preparato dal punto di vista teorico, ma carente nell’aspetto pratico di ciò che ha studiato. Inoltre, i corsi di laurea forniscono una preparazione generale che deve, poi, in ambito lavorativo, specializzarsi in un settore. Per cercare di acquisire maggiori competenze di carattere pratico e specifico, molti studenti decidono di iscriversi a un master.

Per molti il master rappresenterebbe la carta vincente per entrare nel mondo del lavoro, come dimostrerebbero anche i risultati di una ricerca portata avanti da AlmaLaurea. Dal rapporto “Lifelong learning” del 2018, infatti, è emerso che circa l’86,6% dei diplomati di master ottengono un lavoro a meno di un anno dal conseguimento del titolo, metà dei quali con contratto a tempo indeterminato.

Sicuramente non è una scelta semplice. I master non costano poco e ci rimettono nella condizione di dover ancora imparare, cosa che può essere frustrante per chi, dopo anni di studio, ha voglia di mettersi in gioco e iniziare a rendersi economicamente indipendente. Tuttavia, per chi ama studiare, può essere l’occasione di approfondire qualcosa che lo appassiona e lo interessa in maniera particolare. Inoltre, durante il master ci si confronta in maniera diretta con la realtà lavorativa, entrando in contatto con realtà aziendali o personalità che lavorano nel settore.  Alcuni master prevedono lo svolgimento di uno stage che permette di fare pratica e di testare anticipatamente la logica, le dinamiche e i meccanismi tipici del mondo del lavoro.

Non dimentichiamoci, inoltre, che il diploma di master costituisce una qualifica in più che potrebbe fare la differenza quando si compete per un posto di lavoro. È vero che molte persone si sono sentite dire (quasi rimproverate) durante un colloquio di lavoro “Lei è troppo qualificato”. Ma è altrettanto vero che nei concorsi pubblici o per determinate posizioni, il titolo di studio in più ti distingue da tanti altri candidati che sono in possesso solo della laurea. Anche per chi ha avuto più fortuna e ha subito trovato lavoro dopo l’università, iscriversi a un master potrebbe tornare utile per migliorare il proprio curriculum e per aumentare le entrate. Un problema potrebbe essere il tempo: se si lavora non si ha modo di frequentare le lezioni. Fortunatamente, ci sono corsi che possono essere seguiti su Internet, come molti master universitari online dell’Università Cusano.

Frequentare un master può essere anche l’occasione per incontrare professionisti del settore e colleghi con cui si condivide l’entusiasmo per il nostro argomento d’interesse. Si può creare una rete di relazioni professionali che potranno essere molto utili in seguito.

Insomma, alla fine come è che si dice? Gli esami non finiscono mai…

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