Torino: Zanichelli installa in centro un maxi-vocabolario

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L’iniziativa di Zanichelli è volta a sensibilizzare nella direzione della salvaguardia delle parole meno usate nel lessico italiano.

Sono circa tremila, i termini della lingua italiana che rischiano di finire nel dimenticatoio perché considerati desueti e che Zanichelli intende necessariamente salvare. Sono quelli che l’edizione 2020 del suo vocabolario accompagna con il simbolo grafico di un fiorellino, parole appartenenti alla lingua comune ma sempre meno presenti nell’uso scritto, nel lessico di ogni giorno e poco o per nulla utilizzati dai media.

Proprio con la volontà di salvare queste parole, spesso trascurate a favore di sinonimi più comuni e intuitivi, ma più generici e meno ricchi di sfumature espressive, la casa editrice ha realizzato un maxi vocabolario, che è approdato a Torino nella centrale via Garibaldi, nella quale vi resterà fino a sabato 5 ottobre.

La plasticità della grammatica e soprattutto del lessico di una lingua è ciò che gli consente di mutare incessantemente, cosa avvenuta nei secoli per il latino, fino a passare per il volgare ed approdare ai giorni nostri confluendo nell’italiano moderno. Consapevoli di ciò, cioè del fatto che alcune parole man mano vengono abbandonate in favore di nuove, l’intento di Zanichelli è quello di preservarne l’esistenza nonostante ne vengano adottate altre più al passo con i tempi.

La ricchezza della lingua italiana (e la sua estrema difficoltà nell’apprenderla pienamente) dipende proprio dalle diverse sfaccettature che tante parole danno a cose e concetti apparentemente simili ma che a ben guardare si diversificano impercettibilmente. Un inestimabile patrimonio, in tempi in cui l’omologazione e la semplificazione sembrano farla da padrone, la cui perdita sarebbe gravissima.

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